IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Anticipazione/ I russi, i russi gli americani

Chi ha spento le luci della pace è il vecchio mondo di oggi, la Russia e gli Stati Uniti. L’Europa complice e vittima, allo stesso tempo. In esclusiva, per i lettori del nostro “laboratorio politico”, i passaggi essenziali dell’introduzione ad un volume di prossima pubblicazione nei primi mesi dell'anno che verrà.

Diario di guerra, ma non solo

Mentre compilavo il mio “diario di guerra” mi sono occupato anche di altri temi. Ed è per questa ragione che il volume contiene accanto ad una prima sezione (Tra cronaca e storia) una seconda (Lampi di memoria) nella quale si parla d’altro.
Apparentemente, e solo in parte. In realtà, ciascun rigo del libro è attraversato da quell’unico, urgente, interrogativo contenuto nel titolo e nell’incipit. Chi ha spento le luci della pace? E siccome le pagine che seguono non sono quelle di un giallo, non credo di commettere alcuna scortesia verso i lettori anticipando per punti, per flash, quale è il filo conduttore del discorso e quali sono le principali conclusioni alle quali sono pervenuto.

Una guerra senza fine

Conclusioni necessariamente provvisorie, come si addice a quella che Domenico Quirico ha perspicuamente raccontato essere una guerra senza pace.
Una guerra, come la maggior parte di quelle attualmente in corso in varie parti del globo, infinita, eternizzata, senza una ragionevole prospettiva di una fine, di un negoziato, di una luce che torni ad illuminare l’esistenza quotidiana di chi vi è direttamente coinvolto nelle città, nei campi, nei villaggi, nei bunker. Un’esistenza quotidiana della quale noi non forniremo alcuna immagine, non ce n’è veramente bisogno nella cosiddetta civiltà delle immagini. Quella che è mancata, anche nel corso di questo annus horribilis, è semmai la nuda verità e l’immaginazione politica.

Il vecchio mondo di oggi, i russi gli americani

Noi ci occuperemo innanzitutto della nuda verità, poeticamente e profeticamente messa in versi dal cantautore bolognese.
Chi ha spento, e continua a spegnere, le luci della pace è il vecchio mondo di oggi. Da una parte, gli sconfitti della guerra fredda, la Russia, uno dei due imperi declinanti del XXI secolo che cancella per mano dell’anti leninista Putin la sua appartenenza all’illuminismo moderno. E, dall’altra, chi pensava, gli Stati Uniti, che vinta la guerra fredda, il dopo guerra fredda sarebbe stato una lunga e solitaria galoppata del gigante a stelle e strisce nel nuovo millennio.
Ma non è andata così, ed è subentrato in entrambi gli antichi contendenti del secondo dopoguerra un nostalgico, perverso e tragico, desiderio di passato, di guerra infinita. Ed invero, la guerra russa contro l’Ucraina e la guerra americana contro la Russia costituiscono un rilevante fronte geopolitico, geoeconomico, geoculturale (non l’unico) di una guerra globale di nuovo tipo, una guerra freddo-calda.
Le rappresentazioni ufficiali rimuovono l’origine e l’autentica natura del conflitto. Lo scontro tra le due potenze antagoniste (Russia, America) continua ad essere occultato da una narrazione della guerra come l’esito di un irriducibile conflitto tra il Male e il Bene. Nel lessico di Putin tra nazificazione e denazificazione, tra purezza dei valori sacri della tradizione e i valori degenerati di un Occidente corrotto. Nel lessico occidentale, tra democrazie e autocrazie, tra liberalismo e regimi illiberali. Retorica, propaganda.

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