IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Anticipazione/ I russi, i russi gli americani

Chi ha spento le luci della pace è il vecchio mondo di oggi, la Russia e gli Stati Uniti. L’Europa complice e vittima, allo stesso tempo. In esclusiva, per i lettori del nostro “laboratorio politico”, i passaggi essenziali dell’introduzione ad un volume di prossima pubblicazione nei primi mesi dell'anno che verrà.

Il Vecchio continente, vittima e complice

Oltre al fronte del Pacifico che vede contrapposti Washington a Pechino, v’è un altro fronte a livello transatlantico con l’Unione Europea, sottoposta alla potenza di fuoco dei sussidi alle tecnologie green previsti nell’Inflation Reduction Act (Ira) recentemente lanciato dal governo statunitense.
Scopo primario dell’Ira non è, infatti, tanto il contrasto all’inflazione, ma il sostegno alla crescita attraverso una vera e propria montagna di sussidi (quasi 400 miliardi di dollari dei 738 complessivi) destinati alle aziende USA che producono nuove tecnologie legate alla transizione energetica e al contrasto al cambiamento climatico (rinnovabili, nucleare, acquisto di veicoli elettrici, rinnovamento alloggi, decarbonizzazione dell’industria). Le sovvenzioni alle imprese verranno accordate soltanto se le relative produzioni e i relativi componenti (ad esempio le batterie) saranno prodotti negli Stati Uniti.
Il provvedimento mira, con tutta evidenza, a colpire non solo la Cina ma anche l’Unione che al momento appare divisa sul da farsi. Nel frattempo, le grandi imprese europee sono già indotte a progettare i loro nuovi investimenti per la gran parte negli Usa o in Cina, ove peraltro trovano energia abbondante e a buon mercato (mentre i prezzi dell’energia in Europa sono molto più alti ‘grazie’ al fatto che gli Usa vendono il gas agli europei ad un prezzo pari a quattro volte quello del mercato interno Usa).
Senza tener conto di questo quadro globale non si capisce niente della guerra ucraina e dei suoi sviluppi. In questa drammatica partita il Vecchio continente gioca un doppio ruolo. Quello di vittima nella veste di Europa, quello di complice nella veste di Unione europea. L’attuale guerra è l’apice di una seconda guerra freddo/calda che vuol mettere fuorigioco il progetto di un’occidente europeo alleato ma distinto dall’occidente atlantico.

Un progetto di marca statunitense

In nome di un altro progetto, un progetto di marca statunitense.
Per questa ragione stucchevole è apparsa sin dal febbraio 2022 la complice retorica unionista di rappresentare l’attuale ri-militarizzazione del mondo come l’occasione per un inedito e storico protagonismo dell’Europa come potenza geopolitica. La nuova era glaciale, l’assoluta incomunicabilità nelle relazioni internazionali, fa oggi molto più male all’Europa di quanto accaduto nella prima guerra fredda. È la NATO dal punto di vista organizzativo e istituzionale che sta tornando in vita, con gli Usa al timone. La declamata autonomia strategica europea dei mesi precedenti la guerra in Ucraina è un pio desiderio se i Paesi dell’Ue non preservano un potere di valutazione autonoma e si acconciano a diventare i subappaltatori dell’industria della difesa americana.
Il rilancio dell’alleanza in funzione antirussa è il sigillo finale del tentativo americano, oggi irresponsabilmente condiviso dalle attuali classi dirigenti dell’Unione, di riportare indietro le lancette della storia, a prima dell’89. Una seconda ri-militarizzazione e bipolarizzazione del mondo, che intende riportare al punto di partenza le relazioni tra Occidente e Russia e improntare alla stessa logica quelle con la Cina. Questo c’è scritto nero su bianco nelle risoluzioni del Consiglio Nato di Madrid del giugno 2022.

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