Ne discuteranno Augusto Barbera (Presidente Emerito della Corte costituzionale), Massimo Bussandri (Segretario Generale della CGIL dell’Emilia Romagna), Giuseppe Giliberti (Direttore di Lab Politiche e Culture) Stefania Scarponi (Ordinaria di Diritto del Lavoro), Diletta Tega (Ordinaria di Diritto Costituzionale). Sarà possibile collegarsi on line (http://www.facebook.com/pdbolognina).
L’amore per il popolo
La presentazione di Bologna è la prima (altre ne sono annunciate a Roma, Napoli e nelle principali città italiane) di un libro fuori dagli schemi accademici e, insieme, profondamente radicato in una lunga traiettoria di pensiero critico. L’amore per il popolo – sostiene l’autore – è una passione senza la quale ogni discorso sulle magnifiche e progressive sorti della democrazia suona ai governati falso, irricevibile. Un pericolo mortale per le nostre società, un pericolo in qualche modo analogo a quello che nei primi decenni del ventesimo secolo aprì le porte ai discorsi d’odio di nazismo e fascismo.
Una biografia dei nostri tempi
Una “biografia dei nostri tempi” che affonda nella crisi delle democrazie contemporanee, nell’erosione del concetto di popolo, nell’indebolimento delle funzioni intellettuali. Un collage di appunti, discorsi e scritti d’occasione nei quali l’autore rivendica una passione per il popolo inteso come simbolo esibito in pubblico del nostro essere ontologicamente relazionali. Cantaro mette in discussione le categorie dominanti di sovranismo, populismo, neoliberalismo, denunciando il tradimento da esse veicolato della sovranità popolare in favore di autoreferenziali élite e di algoritmi senza volto.
Intellettuali insani
Con Dante, Pasolini, Gramsci, Leopardi, Sciascia, Tocqueville, e in aperta polemica con la “scienza italianistica” degli intellettuali “insani”, Antonio Cantaro sviluppa una critica radicalmente severa della sinistra postmoderna e dei suoi derivati ideologici (come la woke culture) quando precipita in una sorta di moralismo identitario che la condanna al velleitarismo e all’irrilevanza politica. “Eretico” e “dissacratorio”, un libro che non fa sconti né all’identitarismo ideologico delle destre né al primatismo etico dei “progressisti”. Da leggere dalla prima all’ultima pagina, compreso il fulminante Post Scriptum (“Odiato Popolo”). Per “amarlo”, o per “stroncarlo”.





