IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Dinamiche sociali e nuova Guerra fredda di Giovanni Arrighi

Nella sua postfazione al libro di Giovanni Arrighi, Adam Smith a Pechino, Andrea Fumagalli confronta le previsioni dell’autore con gli ultimi sviluppi del confronto-scontro tra Occidente e Oriente, Usa e Cina. Ne emerge una lettura originale delle dinamiche sociali e politiche.

Il risultato è stato un aumento del debito pubblico USA a fronte di una crescita economica inferiore alle attese e un peggioramento delle disuguaglianze economiche e razziali che hanno incrementato le tensioni sociali. L’interdipendenza con il mercato cinese è aumentata, anche grazie al fatto che la politica commerciale cinese si è ulteriormente globalizzata con il progetto della nuova via della seta. (…)

Contemporaneamente la Cina è diventata, a partire dal 2006, esportatrice netta di prodotti tecnologici e a partire dal 2016 il numero di brevetti cinesi risulta superiore a quello Usa. Inoltre, gli investimenti in energie rinnovabili hanno superato nell’ultima decade quelli americani fino a raddoppiarli.

Anche nel capitalismo delle piattaforme, terreno solitamente egemonizzato dalle grandi corporation americane (le cosiddette GAFAM: Google, Alphabet, Facebook, Amazon, Micorsoft, a cui oggi si può aggiungere anche Netflix), l’avanzata cinese si è fatta sentire sino a creare un equivalente acronimo BATH, che sta per Baidu, AliBaba, Tencent e Huawei).

Il nuovo disordine mondiale

La previsione di Arrighi che il nuovo secolo sarebbe stato il “secolo cinese” si è dunque pienamente realizzata. Ciò che invece appare ancora lontano dall’orizzonte storico è la possibilità di un ordine mondiale improntato alla cooperazione e al reciproco rispetto tra diverse aree geografiche più potenti, al fine di garantire stabilità e riequilibrio dei rapporti di forza tra Occidente e il resto del mondo.

A partire dalla crisi finanziaria globale del 2007-2008, le divergenze politico-economiche tra Usa e Cina si sono ampliate. L’ascesa alla presidenza Usa di Donald Trump ha ulteriormente acuito le tensioni tra i due stati, sino a scatenare forme di guerra commerciale, nel tentativo (destinato a fallire) da parte degli Usa di recuperare l’egemonia perduta. Anche la nuova amministrazione Biden non sembra discostarsi da un atteggiamento di continuo attacco verso la Cina. L’unica differenza, rispetto a Trump, sembra essere l’abbandono parziale degli strumenti tipici della guerra commerciale (politiche protezionistiche) per rispolverare quelli più tradizionali geopolitici e militari. (…)

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