IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Forme del declino. Da Draghi al draghismo

Non meno unilaterale del paradigma tecnocratico-economicistico è il paradigma moralistico-culturale. L’idea, altrettanto diffusa, di una risalente e incurabile decadenza morale degli italiani, ontologicamente refrattari, per abitudini, mentalità, carattere, ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Un popolo non soddisfatto della propria vita, che ne desidera una nuova dove le cose funzionino per bene, che vuole vivere meglio, e vuole vivere meglio ora, senza mai mettersi in discussione, senza mai ammettere di aver cercato scorciatoie. Un popolo accusato di voler la moglie ubriaca e la botte piena, di privilegiare la soddisfazione immediata a discapito di quella a lungo termine che richiede sforzi e fatica, nell’illusione che l’unica spinta motrice della nostra economia e della nostra società possa essere l’inerzia.
C’è, infine, una terza interpretazione del declino, più articolata e raffinata, fautrice di una sorta di sintesi tra il paradigma tecnocratico-economicistico e il paradigma moralistico-culturale. Una interpretazione lato sensu repubblicana che imputa l’origine del declino alla mancata modernizzazione delle nostre istituzioni statali e pubbliche, al torpore conservatore di una classe dirigente incapace di adeguarsi alle trasformazioni di un mondo globalizzato che reclama più ricerca e sviluppo, meno educazione e più capitale umano, ed esige a tal fine che le nazioni si liberino delle cosiddette istituzioni estrattive, dai vincoli soffocanti di una burocrazia pesante e vischiosa, della corruzione, del malaffare, dalla giustizia lenta e farraginosa, dall’evasione fiscale di massa. Insomma, una schumpeteriana “distruzione creatrice” che ponga fine al divario tra regole scritte e regole effettive, all’assenza di una sfera pubblica vitale in grado di far sì che le ragioni difensive delle masse, individualmente razionali, non prevalgano sull’interesse comune e collettivo e comprimano così le potenzialità di crescita della società nel suo insieme in direzione di un superiore equilibrio affidato ad illuminate élite, meglio se non elette dal popolo.

Vuoi ricevere la nostra newsletter?

Privacy *

Newsletter

Privacy *

Ultimi articoli pubblicati