IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Il socialismo con caratteristiche cinesi

Per noi i diritti civili costituiscono valori universalmente validi. Per la maggioranza dei cinesi la nostra democrazia è caotica e incapace di produrre una buona classe dirigente. Rivoluzione, modernizzazione e Partito da Mao a Xi Jinping.

Democrazia, il potere di un capo che lo esercita per il popolo

Un’altra grande differenza con l’Europa è la mancanza in Cina di una classe sacerdotale in grado di competere con lo stato nella legittimazione dell’esercizio del potere. Si diceva che l’Imperatore aveva un mandato del cielo a governare, perché l’ordine sociale doveva rispecchiare l’ordine cosmologico. Ma non c’era nessuna autorità religiosa in grado di dire chi fosse autorizzato a governare e come dovesse farlo. I monaci taoisti o buddisti non avevano un ruolo di potere. I maestri confuciani erano letterati e consiglieri ma non appartenevano ad una congregazione che esprimesse un contropotere come una chiesa. Dunque, il potere in Cina è un mandato unico. Questo può spiegare anche perché il termine per il concetto di “democrazia” in cinese è stato usato, a partire dal 1864 per necessità di traduzione, il termine “min zhu“, dove min significa popolo e zhu significa capo. L’insieme dei due però non significa affatto che il popolo è il leader, perché questa idea della democrazia greca non ha alcuna corrispondenza nella cultura cinese. Infatti con lo stesso termine min zhu si designava anche il potere dell’imperatore sul popolo. La democrazia è oggi il potere di un capo che lo esercita per il popolo. Nel Partito vi è la consapevolezza che per guidare una società bisogna essere capaci di interpretarla. Il Partito Comunista Cinese ritiene di avere il compito di rappresentare tutta la società e, infatti, nella sua “costituzione”, riscritta nel 2017, dedica molta attenzione alla qualità della sua classe dirigente. È questo il modo con cui propone la democrazia con caratteristiche cinesi. “Il Partito deve tenere fermo il principio che esso si costruisce nell’interesse del popolo e governa nel suo interesse. (…) Esso deve costantemente migliorare il modo di esercitare la sua leadership e rafforzare la sua capacità di resistere alla corruzione, prevenire il declino e i danni che ne conseguono. Deve costantemente rafforzare la sua fondazione di classe, espandere la sua base, migliorare la sua creatività, la coesione, la prontezza nel fare nell’affrontare le sfide.” (Costituzione PCC, pag.8). Questi auspici rientrano perfettamente nel concetto di mandato del cielo, la legittimazione ad esercitare il potere, che è un mandato assoluto ma non privo responsabilità. Come un padre deve prendersi cura della sua famiglia così deve fare un leader con il suo popolo. Chi governa risponde al popolo con quella che oggi nella scienza politica si chiama legittimità legata alla prestazione. Ieri l’Imperatore e oggi il partito devono curarsi della pace, dell’armonia e del benessere della popolazione che sono chiamati a governare. Secondo una parte della dottrina confuciana il mancato adempimento di questo compito può conferire al popolo un diritto alla ribellione, cosa che è accaduta più volte nella storia cinese.

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