IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

La guerra dell’Oriente e gli Occidenti

Sta emergendo una faglia tra economie orientali ed occidentali e un’ulteriore faglia tra il trend dell’economia americana e quella europea. Le ragioni congiunturali e quelle strutturali: la tela cinese e gli errori dell’Occidente.

Gli interessi europei e il ‘suicidio’ dell’Unione

Per l’Unione europea è tutto l’opposto e non solo perché la guerra sta avvenendo ai confini di casa, a un’ora di aereo da Berlino e meno di due ore da Roma. Ma perché i tempi lunghi di una soluzione del conflitto corrispondono a mettere in ginocchio i tre motori della ricchezza europea, innanzitutto la Germania e poi la Francia e l’Italia con conseguenze non solo economiche ma sociali e politiche incalcolabili. E ancora perché le sanzioni ingenerano un regime di contro sanzioni, e le uniche a pagarle è proprio l’Europa in termini di rincari dei prezzi, d’inflazione e di recessione.
Per questo la divergenza tra Stati Uniti e Unione europea è oggettivamente strategica e più Bruxelles tarda a prenderne atto e maggiori o irreparabili saranno i danni che si produrranno. Anche per questo è del tutto fazioso leggere con gli occhi di oggi le pagine precedenti della storia. È banale accorgersi solo ora, ad esempio, di un’eccessiva dipendenza tedesca o italiana dal gas russo, quando non c’era alcuna ragione al mondo per la quale, nello stesso continente, grandi Paesi manifatturieri ma privi di materie prime energetiche e grandi Paesi invece ricchi avessero fatto altrimenti che costruire rapporti stretti di collaborazione e di interscambio fruttuoso per entrambi. Tra le pagine più belle dell’Europa non ci sono quelle della cortina di ferro con le reciproche minacce nucleari, bensì quelle dell’ostpolitick e delle relazioni industriali, artistiche e culturali con la Russia.
La Federazione russa di Putin a tutto questo ha dato un micidiale colpo di maglio, ma un’Europa lungimirante avrebbe tutto l’interesse “a combattere duramente il presente ma guardando anche al futuro” per evitare che la Russia diventi non solo più asiatica, ma anche nemica duratura dell’Occidente e dell’Europa. Lasciare allora che sia la Nato a gestire questo delicatissimo assetto futuro delle relazioni internazionali rappresenta davvero un “no sense”.
Così come per l’Europa non ha alcun senso strategico intessere con le grandi economie orientali a partire da quella cinese, come per gli Usa, una sfida “all’ultimo sangue” per gli anni che verranno, a colpi di dazi e barriere doganali. Perché l’Europa è un sistema trasformatore e per questo ha bisogno di intessere rapporti solidi e continui con i Paesi produttori di materie prime e perché l’Europa, Germania e Italia intesta, essendo economie in cui la propria ricchezza risiede nelle esportazioni, necessita di mercati aperti e non di un mondo chiuso.

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