IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

L’intervista. Con gli occhi della CGIL, parla Massimo Bussandri

Non siamo mai stati tifosi del reddito di cittadinanza, ma è innegabile che durante l'emergenza ha impedito lo scivolamento di tante famiglie nell’indigenza. I costi dell’attuale crisi energetica siano pagati dalle imprese che hanno fatto extra profitti.

Gli scenari pericolosi possono essere di due tipi: o quello di una presa del potere da parte di una destra autoritaria e anticostituzionale oppure l’altro, quasi altrettanto allarmante, di un governo tecnocratico che faccia a meno del popolo, con l’affacciarsi un “populismo dell’élite”, sia pure nel quadro di rispetto delle forme esteriori di democrazia e libertà. Il fatto è che sempre più persone considerano la democrazia un esercizio inutile, è un sentimento che come prima organizzazione di massa del Paese abbiamo il dovere di contrastare perché, se dovesse diventare strutturale, saremmo all’esaurimento della ragione politica del ‘900 che recava la promessa di emancipazione delle classi subalterne. Da qui la sfida alla politica per rilanciare una rappresentanza larga del lavoro che possa prendere ispirazione, ad esempio, dalla nostra Carta dei Diritti del 2016.

La principale nota di speranza, forse e nonostante i luoghi comuni, è data da tanti giovani e giovanissimi, quelli dei “Fridays for Future” e non solo, che incarnano con le loro stesse forme e stili di vita un modello sociale ed economico alternativo non solo al neoliberismo, ma per certi versi allo stesso paradigma economico capitalistico. Un’istanza di trasformazione radicale che proviene da mondi differenti rispetto a quelli tradizionali del movimento operaio, che esige una rappresentanza sociale allargata. Dobbiamo avere l’umiltà di riconoscerlo e al tempo stesso l’orgoglio e la convinzione di riconnetterlo col mondo del lavoro, da cui non si può prescindere per una prospettiva di emancipazione che preveda un cambio di modello di sviluppo. Ecco, per concludere, occorre creare ponti di relazione con i movimenti sociali, giovanili, ambientalisti e pacifisti in grande fermento.

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