IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

L’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà, di Francesco Barbagallo

La questione meridionale è nata insieme all'Italia, quindi sono gemelle e non si sono mai separate. Solo la riscoperta della centralità strategica del Mezzogiorno può risollevare l’Italia dal suo declino. L’inconsistenza e l'inadeguatezza della classe dirigente esprimono il degrado politico culturale di una gran parte del paese

L’Italia, protagonista nell’avvio della costruzione europea che indicava già nello Statuto l’obiettivo dello sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, oggi naviga a vista. In un’Unione Europea composta da 27 stati membri, molti dei quali usciti di recente da condizioni economico-politiche molto difficili, l’Italia appare bloccata e in caduta libera in tutte le classifiche che indicano i livelli di sviluppo e di civiltà. Dispiace ripeterlo, ma la sola classifica che ci vede in testa nel mondo è quella della criminalità organizzata. Nel dopoguerra pareva che ci fosse capitata la più grande sventura, per avere in casa e nella forma più ampia il conflitto bipolare, che bloccava lo sviluppo di un sistema politico “normale” di alternanza al governo. Questo però non ha impedito il progresso e la “grande trasformazione” del paese. Oggi che siamo da tempo tutti sciolti da vincoli ideologici e da condizionanti legami internazionali, siamo riusciti a far crollare in Italia il confronto politico-culturale a livelli infimi, in una sorta di eterno ritorno dell’interesse esclusivo al proprio “particulare”.

A 150 anni dall’unificazione l’Italia ha bisogno di un nuovo “risorgimento”, per poter svolgere un ruolo significativo in un mondo che sta rinnovando velocemente e profondamente. Come s’è visto, l’unità dell’intero paese nessuno se l’aspettava, eccetto pochi “esaltati” come Mazzini e Garibaldi. (…) In un mondo globalizzato e dominato da grandi potenze territoriali ed economiche il futuro dell’Italia non si può rinchiudere nei confini del regno dell’alta Italia, come s’era concordato tra Cavour e Napoleone III. I politici sono indispensabili per realizzare i progetti storici, ma sono gli utopisti che guardano nel futuro. Mazzini quasi solo vide l’Italia tutta unita. Ed espresse un altro vaticinio: ” L’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà”. La questione meridionale è nata insieme all’Italia nel 1861. Ha compiuto anch’essa 150 anni, quindi sono gemelle e non si sono mai separate. Sono diverse ma hanno avuto un destino comune. La differenza principale era che il nord stava dentro l’Europa, il Sud era proteso verso l’Africa. Oggi la logistica ha annullato, questa differenza. E il difetto di un tempo si è trasformato in un’opportunità. (…) Oggi il Mediterraneo non è più mare di retorica, ma è di nuovo un centro di traffici globali. Quando si tornerà in Italia a condizioni politiche e culturali in grado di progettare e realizzare nuove forme di sviluppo e di progresso civile, si potrà guardare al Mezzogiorno come il possibile volano per una ripresa dell’intera società italiana, liberata dal familismo dei clan e rifondata sulla preparazione e la capacità di lavoro del più esteso e inattivo capitale giovanile accumulato e mortificato da oramai troppo tempo.

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