IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

L’analisi. Nel tempo della seconda guerra freddo-calda

Naviganti senza bussola, gli improbabili eredi della sinistra italiana hanno prima divorziato dal pacifismo politico e giuridico e poi sposato un inquietante fondamentalismo etico-democratico.

In verità, il rischio nucleare “tattico” esiste già. Anzi è già un piano. L’opzione nucleare – secondo il generale Fabio Mini, già comandante della missione KFOR in Kosovo – non è esclusa e le simulazioni di lanci da Kaliningrad di missili con gittata di 500 km sono test operativi preliminari ad un attacco. L’ammiraglio Charles Richard, comandante delle forze strategiche Usa, di fronte alla Commissione del Senato ha ammesso che siamo di fronte ad “una crisi di deterrenza” mai vista. Se la Russia fosse certa di non scatenare una ritorsione sul proprio territorio “limitandosi” alle armi nucleari tattiche, potrebbe usarle per prima. Non è escluso che nel frattempo gli Usa si siano convinti che l’Ucraina non vale il rischio di un conflitto nucleare che coinvolga i territori Usa. Biden lo ha detto più volte, per quel che vale. E anche gli Usa possono aver ricevuto assicurazioni che l’impiego nucleare tattico non porterebbe all’escalation, purché rimanga in Europa, Russia esclusa. E Putin si è rasserenato, per quel che vale.
La logica dei grandi detentori di armi nucleari si basa sulla mutua deterrenza strategica, tutto il resto è diventato spendibile. La Nato sta cercando di costruire una deterrenza “convenzionale” basata su centinaia di migliaia di uomini e migliaia di sistemi anticarro, antiaerei e antinave a ridosso dei confini russi per dissuadere la Russia dal continuare la guerra in Ucraina. Ma è proprio ciò che paradossalmente rende ancora più probabile e “vantaggiosa” l’opzione nucleare in Europa: maggiore è la massa di truppe e sistemi da colpire maggiore è l’efficacia che ogni testata può produrre. Insomma, non vale la pena usare la deterrenza convenzionale al posto di quella nucleare. La Nato, infatti, conta anche sull’arsenale nucleare tattico di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Perciò, mentre sembra facile eliminare il rischio di guerra globale termonucleare con un semplice “gentlemen agreement” fra Usa e Russia, è praticamente impossibile escludere il rischio di una guerra nucleare tattica in Europa. La Nato non dispone in proprio di ordigni nucleari. Quelli di Francia e Gran Bretagna sono prettamente nazionali e di quelli messi a disposizione dagli Usa con il sistema nuclear sharing è responsabile la sola nazione detentrice. E mentre la Gran Bretagna ha un vincolo d’impiego per i sistemi strategici, per quelli tattici Francia e Gran Bretagna non ne hanno e Londra è sembrata sin qui disposta a portare il conflitto ucraino alle estreme conseguenze. Con o senza la Nato. Per questo non è necessario che la Russia lanci il primo colpo. Ed è un pio desiderio che la Russia stia bluffando e che la deterrenza convenzionale sia sufficiente a dissuaderla. La Russia ha sia la capacità sia la volontà di ricorrere all’opzione nucleare. Non tanto perché con le spalle al muro, ma perché più economica. Lo stesso vale per Usa e Nato. Non perché più economica ma perché più distruttiva e con conseguenze fuori del territorio statunitense.

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