IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Terza guerra mondiale o nuova guerra globale?

Siamo di fronte ad una guerra figlia della glocalizzazione, altro che guerra imperialista e guerra difensiva. Nell’interdipendenza a prevalere sulla logica strategica, agita dalla convenienza, è la logica identitaria, agita dall’intransigenza. La Cina e l’“orizzonte” di un prossimo conflitto identitario.

Dal conflitto di interessi al conflitto di valori

Il paradosso della produzione globale di “località” e la differenziazione culturale/identitaria, in cui prende forma, modificano la natura dei conflitti che si producono nello spazio globale, li muta in conflitti cultural-identitari che non conoscono più confini territoriali ed esorbitano dal calcolo delle convenienze.
Su questo, però, bisogna intendersi, perché, da un lato, è vero che anche le guerre di prima si ammantavano di motivazioni culturali (il militarismo autoritario degli Imperi centrali vs. le libertà dell’Intesa o le dittature nazi-fasciste vs. le democrazie degli Alleati) e, dall’altro, è del pari vero che anche dietro la guerra di oggi si muovono interessi economici relativi al controllo delle fonti di energia e delle materie prime e, più in generale, del mercato mondiale.
Ma c’è una differenza fondamentale, quella che culture e interessi si danno ora in uno spazio unico, in uno spazio senza confini e che i conflitti, che in questo spazio “sconfinato” insorgono, assumono, di conseguenza, caratteri simili a quelli delle “guerre civili” (v. appresso), dove sugli interessi, che pur rimangono densi e forti, prevale la cultura, l’identità, e la loro intransigenza. La quale mette fuori campo l’arsenale tradizionale degli Stati-nazione che era, invece, strutturato per fronteggiare conflitti, ove dominanti nella disputa apparivano invece gli interessi.
Il passaggio dalla modernità-nazione alla modernità-globo, insedia, dunque, al posto della dominanza del conflitto di interessi la dominanza del conflitto di valori, e perciò insedia, al posto della dominanza della logica strategica agita dall’interesse e dalla convenienza, la dominanza della logica identitaria segnata dall’intransigenza. La logica identitaria, infatti, ha riferimento ad un incommensurabile e mette in scacco il paradigma utilitaristico, e con esso il Leviatano dello Stato-nazione, il quale strutturalmente, non è più in grado di governare quest’ordine di conflitti.
Così avviene che, diversamente da prima, nel nuovo spazio globale prendono a confrontarsi e scontrarsi una strategia di contenimento e dissoluzione volta a incapsulare ed incistare le identità e scioglierle con il solvente del libero commercio e l’abito uniformante del consumo e una strategia di sconfinamento intesa ad estendere l’identità fin dove giunge l’area della cultura sua propria, onde così radicarla e rafforzarla.

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