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cultura politica e costituzionale

IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

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IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Vincent Ligorio

Russia. L’arma energetica al tempo della multipolarità asimmetrica

L’arma energetica russa è stata costretta a cambiare bersaglio, e nel farlo ha cambiato “padrone”. Mosca impugnava una leva, oggi stringe una corda che la lega. Si può osservare il presente attraverso la figura dell’egemone ferito. È una chiave efficace, ma resta monca se non le si affianca il suo rovescio.

OPEC, il “pretesto” del petrolio e l’irrilevanza europea

Sessantasei anni fa l’OPEC veniva fondata per spezzare l’egemonia anglo-americana sul greggio. Oggi un suo membro chiave esce nel pieno di una guerra mossa proprio dall’asse USA-Israele contro un altro suo membro. Il cerchio non si chiude, si spezza. Vale la pena guardarlo per quello che è, senza fermarsi al solo prezzo del barile.

La guerra scuote (anche) i Regni del Golfo

Le monarchie del Golfo hanno superato rivoluzioni e controrivoluzioni appoggiate su due soli pilastri: la rendita petrolifera e lo scudo americano. Il prolungamento del conflitto mette in discussione entrambi.

C’era una volta la deterrenza nucleare. E ora?

Il 5 febbraio 2026 resterà come una data spartiacque. Infatti, in questa data è ufficialmente venuto meno l’ultimo grande accordo di controllo nucleare tra Russia e Stati Uniti, il trattato New START, siglato nel 2010 e pensato per regolare e contenere i rispettivi arsenali strategici. La sua scadenza non è solo la fine di un accordo: è il simbolo di un ordine mondiale che si sta disfacendo.

Regime change, rischi letali per il Cremlino

La possibile caduta del regime degli ayatollah, ipotesi tornata d’attualità nelle ultime ore, rappresenterebbe per il Cremlino non soltanto una perdita strategica, ma una cesura potenzialmente disgregativa nell’ architettura del potere russo.

Trump, visto da Mosca

Il valore che Mosca attribuisce a Trump è più simbolico che concreto. Il suo populismo, il suo disimpegno dall’ordine multilaterale sono letti come segni di un declino strutturale e irreversibile dell’Occidente, da cui la Russia può trarre vantaggio sia all’interno che nel dialogo con i partner non-occidentali.

Come sarà il dopo Putin?

L’esito del conflitto in corso sarà determinante nel dettare il timing politico della Russia di domani. Al netto di colpi di scena, la transizione ci sarà ma sarà lenta e altamente istituzionalizzata.

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