IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Focus

Guerra all’umano

C’è una lezione negli avvenimenti spaventosi di queste settimane. Gli errori si pagano, prima o poi. Anche quando in realtà sono crimini. Crimini contro la vita, come cantava Pierangelo Bertoli. Da quarant’anni non si fa altro: contro la natura e l’ambiente; contro il diritto e l’umanità; contro la vita, sempre più ridotta a merce; contro l’intelligenza e lo spirito. Tutto ciò ha un nome: guerra.

Guerra contro le donne, una scuola per amico

Raccontare delle storie è il nostro punto di partenza. Necessario, irrinunciabile. Un imperativo per la nostra Scuola di educazione alla politica Sviluppo umano, Vivere la Costituzione. A partire dal primo modulo, non casualmente dedicato al tema Guerra contro le donne. Esattamente ad una settimana dall’8 marzo.

Guerra al lavoro

Morti di fame. Espressione spregiativa con la quale vengono identificati da sempre accattoni, barboni, mendicanti, miserabili, pezzenti, poveracci, spiantati, straccioni. Per i media fa più audience occuparsi dei morti di lavoro (se ne occupa specificatamente in questo numero il giuslavorista Paolo Pascucci). Per qualche ora, s’intende. La notizia non fa più notizia. Tanto si trova sempre qualche sociologo che si diletta con le favole.

Guerra all’ambiente

Dopo 30 anni di vertici sul clima, i gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto nel 2022 livelli record e, sulla base degli attuali piani climatici, non solo non verranno centrati gli obiettivi degli Accordi di Parigi di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, ma assisteremo ad un aumento delle temperature di quasi 3 gradi Celsius entro la fine del secolo. Una vera e propria guerra all’ambiente.

Guerre d’odio. Il silenzio complice dell’Europa

Il più tormentato e sofferto dei numeri di fuoricollana.it. La sofferenza che deriva dal privilegio di essere una pubblicazione non periodica, non sottoposta alla dittatura del dovere di stare sulla notizia. Il privilegio di essere liberi. Ci siamo avvalsi di questo privilegio, nel tentativo – non sappiamo se riuscito, giudicheranno i lettori – di misurare le parole di fronte all’enormità delle cose che accadono davanti ai nostri occhi. Che accadono nella martoriata Israele, che accadono nella martoriata striscia di Gaza.

Africa/Afriche

Il numero quindici di fuoricollana è dedicato all’Africa, il continente in cui si gioca anche il nostro futuro. Prima di tutto, per la dinamica demografica. Secondo le stime delle Nazioni Unite, nel 2050 l’Africa raddoppierà i suoi abitanti, raggiungendo la cifra di 2,5 miliardi, mentre il “vecchio” continente si attesterà intorno ai 550 milioni di abitanti. Un abitante su quattro del pianeta sarà africano.

Guerre d’Europa, Guerre totali

L’avevamo ripetutamente paventato. Più la guerra d’Ucraina si protrae e più diventa insensata e rischia di assumere i tratti di una guerra totale. E letteralmente insensata la guerra d’Ucraina lo è ormai da mesi. All’inizio – lo ricorda Domenico Quirico in un recente articolo che ripubblichiamo nelle nostre Lezioni d’autore – sembrava tutto chiaro. L’obiettivo russo “era la egolatrica cancellazione dell’Ucraina come soggetto indipendente e la sostituzione di Zelensky con qualche manovrabile vassallo che accettasse moscoviti beneplaciti padronali.

Scusate il ritardo

Scusate il ritardo. Ma volevamo essere sicuri di averci visto bene, circa un mese fa, quando pensavamo di avere intravisto all’orizzonte i colori delle sconfitte elettorali che le sinistre europee venivano accumulando un po’ dappertutto. Dati già allora impietosi che indicavano chiaramente che i colori non erano da nessuna parte quelli della rinascita, dell’arcobaleno. Ci siamo dati un po’ più di tempo per chiudere questo numero tredici. Abbiamo fatto bene. I colori erano, in verità, quelli dell’arcobaleno, ma di un arcobaleno capovolto, con le sembianze di un sorriso. Il sorriso delle destre, di quasi tutte le destre europee.

L’Occidente nella biglobalizzazione

L’Europa sta invecchiando. E sta invecchiando male, come ci ricorda Paolo Rumiz nella sua ultima opera “Canto per Europa” di cui trovate qui la presentazione. Invecchiare è naturale, è un destino ineluttabile. Invecchiare male non lo è.

Destre al governo, governo delle destre

Chi si accontenta delle definizioni riduttive e alla moda ascriva pure il governo delle destre in Italia a quello delle c.d. “democrazie illiberali”. Formula magica che pretende di dire tutto, ma che troppo spesso finisce per dire assai poco (l’hegeliana notte in cui tutte le vacche sono nere). Non ci piacciono, lo sanno bene i nostri lettori, le interpretazioni caricaturali e demonizzanti. Prendiamo tutto molto sul serio, a maggior ragione prendiamo sul serio un governo legittimato dal voto maggioritario, benché non bulgaro, del corpo elettorale.