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cultura politica e costituzionale

IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

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IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Le cose e le parole

Per una sinistra demodernizzata

Il nostro pensiero “critico” è tarato entro la forma neoliberale: liberazione dei desideri, pluralizzazione delle identità. Siamo privi di un’immaginazione all’altezza del collasso dell’ordine liberale. Nei Brics, troviamo la stessa vita che in Occidente: lusso, consumo senza freni, tecnologia, performance, competizione. Arrestare la corsa, questa è la “rivoluzione”.

C’è speranza nei BRICS. Oltre l’ordine americano-centrico

I BRICS sono il sintomo più visibile della crisi organica dell’ordine americano-centrico. Senza un’architettura di sicurezza davvero comune, il pluralismo dei poli rischia di precipitare in un nuovo conflitto mondiale. La speranza si chiama “multilateralismo trasformativo”.

Il caleidoscopio iraniano

L’Iran è un caleidoscopio etnico e religioso. La sua dinamica politica è molto complessa e combattiva ed è abitato da una popolazione di elevato livello culturale. È difficile che possa essere completamente ammaliato da narrative occidentali.

Amato popolo, in divergente accordo con Azzariti

Vita, politica e diritto. Perché? Perché sentiamo a pelle che da troppo tempo le nostre vite si sono separate dalla politica e dal diritto. E che la politica e il diritto si sono separate dalla vita dei popoli. Come plasticamente mostrano, ancora in queste ore, le plateali violazioni del diritto internazionale e la rassegnazione delle classi dirigenti di fronte allo spettacolo della guerra.

Critica del pensiero e pensiero critico

Dove sono finiti gli intellettuali? Cantaro e Azzariti rispondono da punti di osservazione diversi. Da una parte il “sacro che manca”, nell’ accezione pasoliniana; dall’altra i limiti del “pensiero critico”. Radicale in entrambi è la distanza dal razionalismo dogmatico del neoliberalismo.

Non bastano le armi della critica

Non basta dire No allo smantellamento dei diritti, all’attacco alla separazione dei poteri, alla costruzione di un regime personalistico. Occorre soprattutto rilanciare, sul terreno di una radicale innovazione, una riforma costituzionale alternativa a quella voluta dalle destre post-fasciste.

Stati Uniti-Cina, due immagini del mondo

Contro la pretesa egemonica statunitense, la Cina promuove un nuovo multilateralismo incentrato su una profonda riforma dell’ONU per dare maggior spazio ai paesi del Sud del mondo e realizzare così un ordine internazionale più giusto ed equo.

Cosa cambia per l’Africa nel nuovo ordine internazionale?

Il continente africano rischia di diventare una moneta di scambio tra Washington e Pechino per limitare la presenza di altre potenze “ingombranti”. L’Africa deve unirsi. Non può continuare a fungere da serbatoio di risorse da cui attingono le multinazionali del mondo.

L’Unione europea sul piede di guerra

L’obiettivo della difesa comune europea si è risolto in un keynesismo militare e un riarmo su base nazionale. La “tragicommedia” della Groenlandia potrebbe offrire l’occasione per un ripensamento radicale del rapporto tra Europa e NATO?

Cittadinanza, sicurezza, immigrazione. Legalità senza giustizia

Sicurezza come surrogato della legalità, giustizia sociale ridotta a ordine pubblico, cittadinanza a geometria variabile. Costituzionalmente e politicamente inaccettabile. Le “ragioni”, strumentalizzate dalle destre, di chi cerca rifugio nelle politiche identitarie, le ragioni dei “perdenti” della globalizzazione.

Cultura, istruzione, ricerca. L’Occidente senza qualità

Gli eredi della cultura postfascista non vogliono riscrivere la storia ma il futuro. Un desiderio di “rivincita degli esclusi” che fa appello ad un Occidente ideologico e mitologico con cui il Paese non va da nessuna parte. Il mondo esiste e non possiamo rimpicciolirlo a nostro piacimento.

America di ieri, America di oggi (America di sempre?)

Una storia, non banale, della “democrazia americana”. Trump è meno ondivago di quanto appaia. Ha “semplicemente” preso atto che l’America non è più grande. Come finirà? Male, per l’America. A noi europei la scelta se correre verso un nuovo impero o se essere il pilastro di un nuovo ordine internazionale.

Il metodo Trump. La grammatica della violenza

Ripubblichiamo il contributo di Donato Caporalini (“Democrazia di guerra”) sulla guerra di civiltà che si è aperta nel campo occidentale. Con un post scriptum su come la grammatica della violenza sta cambiando le forme del conflitto. Il metodo Trump avrà successo solo con le semicolonie europee.

Lezione brasiliana, Trump non è l’imperatore del mondo

La contesa tra Stati Uniti e Brasile trascende le sorti processuali di Jair Bolsonaro. La vera posta in gioco è la difesa della sovranità nazionale e il crescente protagonismo dei Brics che osano sfidare l’esorbitante privilegio del dollaro. Una lezione di metodo anche per le stanche classi “dirigenti” dell’Unione europea.

Trump, visto da Tel Aviv e Gaza

Se sul piano “tattico” emergono tensioni e disaccordi tra Washington e Tel Aviv sui diversi punti di crisi nella Regione (Iran, Houthi e Siria), sul piano strategico gli USA legittimano la pulizia etnica portata avanti dal governo di Netanyahu, anche con il ricorso all’arma del cibo.

Il “nemico americano”. Le tragedie in Ucraina e Palestina

Quando si riflette sui dolori e le ingiustizie del nostro tempo è pratica diffusa occultare il nome di chi le ha causate, un occultamento che non è dovuto a disattenzione o scarsa memoria, ma a corruzione morale e materiale. Si proverà a riflettere su tale aspetto, tentando di identificare il nemico principale.

La scuola dell’ibridazione

Le Indicazioni per la scuola dell’infanzia insistono sulla “essenzializzazione” dei contenuti trascurando le condizioni in cui i bambini fanno esperienza della tecnologia nei contesti familiari e sociali. Alla fondamentale domanda su “cosa” e “perché” studiare si preferisce quella del “come” studiare

De-costituzionalizzazione e confusione

La scuola secondo Valditara, un generico e fumoso metodo interdisciplinare. Al Ministro e ai suoi deboli critici andrebbe ricordata la rigorosa lezione degli intellettuali che si sono seriamente misurati con il tema. La Bibbia, lo studio del latino e la geo-storia presi sul serio.

Le “perle” della Commissione Perla

Tra rigore e piacevolezze. Scoperta dell’identità sì, ma con juicio. Prima però c’è sempre l’”io”, ci mancherebbe! E poi la triade Persona Scuola famiglia. Comunque, sia chiaro, la vera famiglia è una sola.

L’Unione contro tutti, l’Unione contro sé stessa

Le “armi” europee (auto, chimica, meccanica) per combattere i colossi mondiali appaiono spuntate, mentre nel “settore” dell’IA la nostra presenza è residuale. I dazi affievoliscono la capacità esportatrice dell’Ue. L’alternativa al bellicismo? Negoziare con Pechino un trattato su commercio e investimenti.

Chi è il nemico?

Si chiede Mario Draghi, senza rispondere. E senza neppure un cenno di autocritica propone di affidarci all’innovazione tecnologica al servizio della difesa militare. Lo spartito è sempre lo stesso, non c’è alternativa. Ieri alle politiche di austerità oggi (anche) al ReArm Europe.

L’Europa ieri, oggi, domani

È tempo di un sano e impietoso esame dei tanti lati oscuri della storia dell’Unione, preludio indispensabile per una azione politica autonoma. Ogni riferimento alla Cina e al nascente universo dei Brics è voluto. Tutto il resto è noia, peggio complicità.

Il lungo inverno dell’economia tedesca (ed europea)

Qui a Berlino per quasi una settimana le temperature sono scese sino a -12 gradi. Un meteo che simbolizza bene la situazione odierna del paese nel lungo inverno così come quella europea. Può, l’Ue, una fondazione americana, rifondarsi con le attuali classi dirigenti?

Cosa pensano le élite politico-economiche?

Prima delle elezioni Lucio Baccaro ha svolto, presso il Max Planck Institute for the Study of Societies di Colonia, una ricerca sulla consapevolezza che le élite tedesche hanno della crisi del modello di crescita trainato dalle esportazioni. Si attendono un cambiamento, ma senza rotture.

Una lezione, non solo per la sinistra tedesca

La rivolta dei lavoratori e delle classi medie in cerca di protezione. La Spd non è un caso nazionale. La questione migranti ha invertito i rapporti di forza a sinistra, dove la Linke raggiunge una meta straordinaria e Sahra Wagenknecht rimane fuori dal Bundestag.

Cina, Europa e il nuovo corso trumpiano

Il 2025 potrebbe essere l’anno del grande compromesso o quello dello scontro decisivo tra Cina e Usa. La vittoria di Trump accentuerà la spinta verso un’Europa più dominata dalla finanza, meno sociale e più impegnata per la “rinascita” della manifattura bellica.

Accordo UE-Mercosur. Uno sguardo dall’America-Latina

Per parte della sinistra latino-americana l’accordo è l’espressione del neocolonialismo dell’UE: una tesi che pecca di economicismo. Nell’ordine multipolare è un bene che Mercosur e Unione europea approfondiscano i propri legami.

L’intervista. Da Stalin a Putin

Parla l’ex diplomatico russo Fédorovski, l’Europa ha venduto la propria anima ed è diventata vassalla degli Stati Uniti. I russi credono ormai che il continente del futuro sia l’Asia e ritengono che il loro avvenire sia legato ai BRICS. Intervista rilasciata al LAB Politiche e Culture.

Narrare e insegnare l’Italia, le radici della questione identitaria

La relazione di Antonio Cantaro al Convegno di Proteo-Fare-Sapere e del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre (19 novembre 2024). Il tema dell’identità nazionale merita di essere preso sul serio. Problematizzato nella sua declinazione generale e criticato in quella di identità italiana proposta da Galli della Loggia e Loredana Perla

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