web magazine di
cultura politica e costituzionale

IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

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IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

La Lama

Fenicotteri rosa contro Trump, figlia

In Albania la rabbia popolare è esplosa in un’ondata di manifestazioni senza precedenti, che dura da giorni, contro gli investimenti immobiliari della famiglia Trump. Al centro dello scontro c’è il mega-progetto turistico da 1,6 miliardi di dollari guidato da Jared Kushner e dalla moglie Ivanka Trump (la figlia di Trump) con il fondo Affinity Partners e l’appoggio del Premier Edi Rama

Repubblica in festa, strage dei braccianti

Ho cercato in rete i nomi dei 4 braccianti morti ieri nelle campagne di Amendolara. Non li ho trovati. Neanche da morti hanno una identità di persone. L’unico nome conosciuto è quello di Taj Mohammad Alamyar, sopravvissuto alla strage. Le celebrazioni della Repubblica avrebbero dovuto ieri, in diretta, incrociare la tragedia calabrese: sarebbe stato un messaggio doveroso.

Mosca guarda oltre l’Ucraina

Dalla Duma che autorizza interventi militari extraterritoriali alla russificazione della Transnistria, fino all’ascesa di una nuova intellighenzia militare nelle istituzioni regionali, Mosca sta costruendo l’architettura di uno stato di contrapposizione permanente con l’Occidente, ben oltre i confini dell’attuale conflitto ucraino.

L’Europa che manca. Parliamone

Sostiene Lucio Carracciolo (La Repubblica, 24 maggio 2026) «che ragion pratica vorrebbe che gli euroatlantici sedotti e abbandonati dall’impero americano impegnato a curare – accentuandolo – il male domestico, ne prendessero atto». E si attrezzassero «quindi a cercare nuove piste per assicurare pace e progresso a popoli in stress da incertezza permanente su quasi tutto».

Come cambiano gli equilibri globali

Con la sua visita a Pechino, Trump ha affidato alla Cina le sorti dell’economia degli Stati Uniti. Con lui sono arrivati anche i massimi esponenti del capitalismo finanziario alla ricerca dell’immenso risparmio cinese e per conseguire terre rare, capacità di raffinazione, filiere produttive e un mercato: senza di essi, la bolla speculativa sarebbe ancora più artificiale.

Magyar, dalla tragedia alla farsa

Il lungo ciclo di Viktor Orbán viene messo in discussione e la figura emergente di Péter Magyar viene presentata come alternativa credibile. Ed è proprio qui che emerge uno degli errori politici più evidenti del campo progressista europeo.

Il NO ha vinto. Ora costruiamo una coalizione costituzionale

La Costituzione è salva. Lo schieramento che ha scelto di difenderla ha battuto la controriforma voluta dalla destra di governo e questo è un momento di gioia che merita di essere celebrato. Dopo la gioia, viene il momento delle analisi e delle responsabilità.

La guerra scuote (anche) i Regni del Golfo

Le monarchie del Golfo hanno superato rivoluzioni e controrivoluzioni appoggiate su due soli pilastri: la rendita petrolifera e lo scudo americano. Il prolungamento del conflitto mette in discussione entrambi.

La strada per l’inferno

Come di regola avviene in qualsiasi bolla mediatica e socio-culturale, stiamo normalizzando ciò che normale non è, o non lo è ancora. Vale a dire, stiamo provando a definire ciò che d’ora in poi sarà la nostra nuova normalità, quella socialmente e politicamente accettabile. Stiamo sdoganando l’assassinio politico come pratica di routine.

C’era una volta la deterrenza nucleare. E ora?

Il 5 febbraio 2026 resterà come una data spartiacque. Infatti, in questa data è ufficialmente venuto meno l’ultimo grande accordo di controllo nucleare tra Russia e Stati Uniti, il trattato New START, siglato nel 2010 e pensato per regolare e contenere i rispettivi arsenali strategici. La sua scadenza non è solo la fine di un accordo: è il simbolo di un ordine mondiale che si sta disfacendo.

Avventurismo neoimperiale versus diritto. Che fare?

Ribattere colpo su colpo a Trump. A chi vuol rendere i forti sempre più forti e i deboli sempre più deboli. Neanche l’esausto diritto internazionale è esente da questa logica. Un’altra Europa, multinazionale e multilaterale, si batta per l’abolizione del Consiglio di sicurezza ONU. Ai simboli seguiranno i fatti.

Quando a invocare la “pace giusta” era Togliatti

Alla retorica bellicista della “vittoria sulla Russia” del primo anno e mezzo di guerra in Ucraina, le élite politiche europee hanno da un po’ di tempo sostituito quella della “pace giusta”. Concetto quanto mai ambiguo, nella sua apparente eticità, perché inestricabilmente legato a quello di “guerra giusta”.

L’Ucraina e noi: l’europeismo contro se stesso

Le élite europee, nel loro nichilismo, hanno sposato la linea del confronto armato a oltranza contro la Federazione russa di Putin. Serviva a ricostituire un nuovo simulacro di unità tra gli Stati membri che due crisi e un’architettura istituzionale (sempre più) disfunzionale stavano (e stanno) minando.

L’assalto alla Giustizia. Ieri oggi domani

Quando, nel luglio del 1946, l’Assemblea costituente affidò alla Commissione dei 75 il compito di redigere il progetto di Costituzione, la questione della giustizia apparve subito cruciale. Il fascismo aveva piegato la magistratura al potere politico, riducendola a un’articolazione dell’esecutivo; occorreva dunque rifondarne i principi.

Sinistra, grande è la confusione

Piazze piene, urne vuote. In queste settimane è tornata ancora una volta di moda la nenniana, amara, constatazione. Le destre gongolano, è comprensibile, umanamente comprensibile. Meno politicamente comprensibile è la confusa e spesso scomposta reazione della sinistra italiana di fronte ai frequenti insuccessi elettorali e all’assenteismo dalle urne che la colpisce in maniera particolarmente pesante.

Il Bellum aeternum non è un destino

Tutto sembra congiurare verso il bellum Aeternum. Persino al di là della bergogliana profezia della “guerra mondiale a pezzi”. Chiediamoci: possiamo fare qualcosa per uscire dal bellum Aeternum? Sì, innanzitutto, capire quali ne sono le cause. Non parlo delle cause remote. Parlo dell’oggi, delle cause prossime, quelle all’origine delle guerre infinite che si stanno consumando in Europa e in Medio Oriente.

Cina, Russia, India: un nuovo ordine mondiale?

L’incontro di Tianjin tra Putin, Xi e Modi potrebbe essere un evento senza grandi conseguenze future, se non un miglioramento dei rapporti tra Cina ed India, oppure rappresentare un momento fondamentale, una forte accelerazione, dell’ascesa dei paesi del Sud del mondo ed in particolare una mossa che trasforma l’India e il mondo.

Il Parlamento europeo è vivo e finge di lottare insieme a noi!

Autodichiarazione di inutilità del Parlamento europeo: “Vogliamo la procedura legislativa ordinaria… per confermare appieno l’atto impugnato approvato senza di noi!” Il Parlamento europeo esiste, dunque, e finge di lottare insieme a noi!

L’insostenibile leggerezza di von der Leyen. E compagnia

L’insostenibile leggerezza di una classe dirigente europea che non c’è ( anche perchè non c’è nei singoli Stati), o che persegue obiettivi politici contrari agli interessi europei e della democrazia.

Macron, troppo poco, troppo tardi

La Francia fa un passo importante ma è ancora troppo poco e troppo tardi. Invece, l’Italia di Meloni giudica il ricoscimento addirittura “prematuro”. Si trova allineata con Trump, che ieri si è pure arrabbiato e ha detto che le parole di Macron “non contano nulla”, incitando Israele a “ripulire tutto”, cioè a continuare l’opera di sterminio dei palestinesi.

Censis. Guerrafondai immaginari

Il Censis ha da poco pubblicato un rapporto-propaganda su “Gli italiani in guerra”, che già dal titolo palesa il suo approccio prono all’ineluttabilità dello scontro bellico. Non diversamente, del resto, da quanto fatto dalla Commissione europea con il suo Rearm Europe, poi ribattezzato Readiness-2030: preparati alla guerra entro il 2030. Ma alla guerra contro chi?

Modello Milano, no grazie!

La Procura di Milano ha chiesto l’arresto dell’assessore all’urbanistica Tancredi e di altri politici, imprenditori, immobiliaristi e architetti. Le accuse sono pesanti: falso e corruzione. Nel mirino è tutta la gestione urbanistica del Comune di Milano che avrebbe fatto passare per ristrutturazioni e approvato senza piani attuativi quelle che invece erano demolizioni di vecchi stabilimenti e costruzioni di nuovi edifici

L’Europa paga dazio. Serve un cambio di rotta

Ieri, il Presidente Trump, attraverso una maleducata lettera alla Presidente von der Leyen, ha annunciato dazi generali del 30% sulle importazioni dall’Ue. La reazione della nostra Presidente del Consiglio, del cancelliere Merz, di altri governi dell’Unione e della Commissione europea è stata: continuiamo a negoziare.

Regime change, rischi letali per il Cremlino

La possibile caduta del regime degli ayatollah, ipotesi tornata d’attualità nelle ultime ore, rappresenterebbe per il Cremlino non soltanto una perdita strategica, ma una cesura potenzialmente disgregativa nell’ architettura del potere russo.

Guerra aperta, la congiura dei colpevoli

Ha scritto Alberto Negri che la tigre della guerra è uscita dalla gabbia. Condividiamo e pubblichiamo i principali passaggi di un suo articolo pubblicato oggi su “Il Manifesto”, con la promessa ai di dedicare presto un numero di fuoricollana alla “congiura dei colpevoli” che si sta consumando per l’ennesima volta davanti ai nostri occhi. Con buona pace dell’irreale de-escalation da tanti in queste ore declamata.

Cinque sì, secondo Costituzione

Detto che chi predica l’astensione al referendum dell’8 e 9 giugno prossimi non vuol bene alla nostra Costituzione, l’interminabile diatriba che ne è scaturita rischia di mettere in ombra la posta in gioco davvero dirompente dei quesiti. Si tratta infatti di un’occasione storica, pressoché unica, per milioni di cittadine e cittadini di esprimersi direttamente su questioni che riguardano la loro condizione materiale e sociale.

Congo, trent’anni di (impunito) saccheggio occidentale

Mentre l’Occidente s’indigna per il sovranismo e il populismo delle sue stesse leadership, mentre si parla della necessità di proteggere i “diritti umani” e la “stabilità regionale” in Europa, da trent’anni assistiamo impassibili a uno dei più grandi saccheggi di risorse del mondo.

Francesco, perché gli americani non lo amano?

Papa Francesco è una figura di profondissima spiritualità evangelica. È un critico feroce del capitalismo e anche, in parte, dell’Occidente. E qui si spiega il legame con le sue radici sudamericane: l’Argentina, come tutta l’America Latina, vittima storica del modello capitalistico occidentale. Una regione che avrebbe potuto prosperare autonomamente, se solo le fosse stato permesso di autodeterminarsi.

Da Obama a Trump, il prezzo dell’amicizia

I dazi di Trump, in linea con la logica neo-protezionistica statunitense che affonda le sue radici già nel secondo mandato di Obama, hanno un fine meramente politico: verificare quali siano davvero i Paesi amici degli Stati Uniti. Un tentativo disperato di porre rimedio alla crisi dell’egemonia americana, rivedendo gli accordi impliciti su cui si basava l’ordine internazionale e lavorando sulla regionalizzazione dell’economia mondiale.

La mossa del cavallo, aprire ai Brics

La guerra commerciale scatenata da Donald Trump non ha risparmiato nessuno, colpendo tanto gli avversari quanto storici alleati come l’Unione europea, il Giappone, La Corea del Sud e Taiwan. Questa offensiva ha spinto alcuni osservatori a profetizzare la fine della “globalizzazione”, il tramonto del dollaro e, persino, il collasso del capitalismo stesso. Temiamo si tratti di Wishfull thinking.

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