IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

La Lama

Morti sul lavoro, morti di lavoro

Continua, incessante la guerra al lavoro. Non solo gli incidenti nei cantieri e nelle officine, i morti sul lavoro.  Ma quella più invisibile e sottile, ma altrettanto disumana, che consuma quotidianamente le nostre vite. Morti di lavoro. Ne parleremo l’intera giornata di venerdì 19 aprile nel secondo modulo della Scuola di educazione alla politica Vivere la Costituzione, a partire da un film del grande regista e intelettuale Ken Loach.

Mosca brucia, abbiamo perso la pace

Alla fine della prima guerra mondiale pochi, lungimiranti, inascoltati uomini della parte vittoriosa dissero: “abbiamo vinto la guerra, ma abbiamo perso la pace”. Keynes, tra gli altri, intuì che la “pace cartaginese” imposta alla Germania, profondamente umiliata dalle clausole dei Trattati di Versailles, avrebbe preparato una nuova e immane tragedia per l’umanità.

Il Premier “caritatevole”

L’affermazione della premier Meloni – «non penso e non dirò mai che le tasse sono bellissime, lo sono le libere donazioni e non i prelievi imposti per legge» – contiene un intreccio concettuale a cui è bene prestare molta attenzione. Da una parte, infatti, vi ritroviamo un’ostilità a un istituto fondamentale della Repubblica democratica – le tasse. Dall’altra vi è esaltata l’attitudine alla carità da parte, si presume, soprattutto dei ricchi, magari loro stessi evasori, che dovrebbero sopperire al degrado e alla privatizzazione dei servizi pubblici indotto dalle decrescenti risorse fiscali destinate a finanziarli.

I costituzionalisti e la femme du peuple

Se il diritto costituzionale fosse veramente una scienza, oggi i costituzionalisti sosterrebbero all’unisono l’incostituzionalità del disegno di legge costituzionale Meloni-Casellati che introduce l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri. E invece così non è, e il dibattito suscitato dall’esercizio (illegittimo) di potere costituente – nel quale consiste la proposta presentata – ci ha in gran parte intrattenuti intorno a miti distinguo rispetto a specifici profili assunti come questioni tecniche eventualmente da perfezionare per il raggiungimento dell’obiettivo.

Il Sud Africa e il dovere di prevenire il genocidio

Se le parole hanno un senso, gli stati non sono i governi e le nazioni non sono gli stati. Le accuse del Sud Africa al governo israeliano non sono un atto contro gli ebrei o contro lo stato di Israele, che non sono la stessa cosa. La richiesta del Sud Africa alla Corte internazionale di giustizia di adottare misure cautelari nei confronti di Israele affinché non attui un genocidio a Gaza è stata accolta favorevolmente dalla Corte stessa.

L’ambientalismo del giardiniere

Un nuovo spettro si aggira da tempo per il mondo: il neutralismo ambientale. Secondo questa eccentrica scuola di pensiero in continua ascesa, la devastazione ambientale sarebbe un evento ineluttabile al pari di un qualsiasi cataclisma naturale e/o asteroide proveniente dalla profondità degli spazi intergalattici. Poco o nulla aggiunge la sua radice antropica.

Elogio del cattivo maestro

È morto Toni Negri, un “cattivo maestro” hanno scritto in queste ore tante agenzie di stampa e tanti quotidiani del “bel paese”. Brutto paese. Non perché si è obbligati a parlar bene di chi se ne va anche da parte di chi, come me, non lo ha amato né intellettualmente né politicamente. Brutto paese perché almeno queste ore potevano essere l’occasione per riflettere sulla disgrazia di scuole e Università che non producono più cattivi maestri.

La transizione è una necessità ideologica

A Dubai, in occasione della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, Giorgia Meloni ha affermato: «ciò che serve è una transizione ecologica non ideologica». Non è la prima volta: quando si parla di ambiente, di energie rinnovabili, di cambiamenti climatici vi è sempre qualcuno pronto a precisare: «che non sia ideologico, però!». Ce lo dissero anche nel 2016, a proposito del referendum che promuovemmo sulle trivellazioni in mare: «questo è un referendum ideologico!». In tutta onestà: non ho capito esattamente cosa si volesse intendere allora con “ideologico” e non lo capisco oggi.

Il Premierato infantile

Gli eredi della fiamma tricolore hanno, dunque, alla fine scelto per il premierato elettivo. Diciamo subito in sintesi di cosa si tratta, poi spiegheremo più nel dettaglio. Si scrive premierato elettivo, si legge premierato infantile. La peggiore forma di presidenzialismo in circolazione, tanto che nella realtà non ne esiste uno sulla faccia della Terra e l’unico Paese che l’aveva adottato – Israele – vi ha presto rinunciato. Non funziona, insomma. Tanto basterebbe a persone di dotate di un minimo di buon senso per cambiare direzione.

Diritto di sciopero. Chi si scusa si accusa?

C’era una volta nel nostro Paese una “autorità amministrativa indipendente”, la Commissione che la legge prevede a garanzia del diritto costituzionale di sciopero di cui all’articolo 40 della Costituzione repubblicana.  La Commissione, in un comunicato stampa dello scorso 13 novembre, ha sentito il bisogno di precisare che la sua decisione di non considerare sciopero generale lo sciopero proclamato dalle Confederazioni sindacali per venerdì 17 novembre “non intende in alcun modo mettere in discussione l’esercizio del diritto di sciopero”. Excusatio non petita, accusatio manifesta, scusa non richiesta, accusa manifesta?