web magazine di
cultura politica e costituzionale

IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

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IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Numero 33 – Marzo 2026

Con il No, Oltre il No.

“Con il No, Oltre il No”. Una Costituzione progressiva, una Carta programma fondamentale dell’Italia e degli italiani, una Costituzione in cammino: da attuare, implementare e, ancor più, da sviluppare. Romanzo popolare, come amava dire Giuseppe Cotturri. Solo così la coalizione costituzionale auspicata da Enrico Rossi non vivrà come mero cartello elettorale.

Il NO ha vinto. Ora costruiamo una coalizione costituzionale

La Costituzione è salva. Lo schieramento che ha scelto di difenderla ha battuto la controriforma voluta dalla destra di governo e questo è un momento di gioia che merita di essere celebrato. Dopo la gioia, viene il momento delle analisi e delle responsabilità.

Neoliberalismo totalitario. Che fare?

L’errore peggiore è sottovalutare la capacità del neoliberalismo di penetrare nelle anime. Ma è un errore anche sopravvalutarne la forza. Il neoliberalismo è sfociato oggi in un regime di guerra permanente. Una versione securitaria e autoritaria: evidentemente contestata e contestabile.

Ma dov’è finito il pensiero critico?

Per Gaetano Azzariti l’afonia del pensiero critico non è la conseguenza inevitabile della fine delle “grandi narrazioni”. Ma il frutto di un rifiuto a fare i conti con il momento istituzionale. Sul banco degli imputati: l’operaismo di Mario Tronti, il pensiero della differenza, l’uso alternativo del diritto. Ne pubblichiamo un denso estratto.

Diversamente critico. La filosofia della praxis di Tronti

Contro il positivismo assoluto, oltre-Gramsci. Stare nella contingenza, liberi dalla contingenza. Collocarsi lontano da questo presente e dal mondo che stancamente si aggrappa ad esso. Ma per comprendere la cruciale importanza di Tronti per il pensiero critico occorre, innanzitutto, storicizzarne l’operaismo.

Amato popolo, in divergente accordo con Azzariti

Vita, politica e diritto. Perché? Perché sentiamo a pelle che da troppo tempo le nostre vite si sono separate dalla politica e dal diritto. E che la politica e il diritto si sono separate dalla vita dei popoli. Come plasticamente mostrano, ancora in queste ore, le plateali violazioni del diritto internazionale e la rassegnazione delle classi dirigenti di fronte allo spettacolo della guerra.

Critica del pensiero e pensiero critico

Dove sono finiti gli intellettuali? Cantaro e Azzariti rispondono da punti di osservazione diversi. Da una parte il “sacro che manca”, nell’ accezione pasoliniana; dall’altra i limiti del “pensiero critico”. Radicale in entrambi è la distanza dal razionalismo dogmatico del neoliberalismo.

Non bastano le armi della critica

Non basta dire No allo smantellamento dei diritti, all’attacco alla separazione dei poteri, alla costruzione di un regime personalistico. Occorre soprattutto rilanciare, sul terreno di una radicale innovazione, una riforma costituzionale alternativa a quella voluta dalle destre post-fasciste.

Ingrao. Un pensiero critico dentro e contro il socialismo del ‘900

Ingrao segnala continuamente l’urgenza di sperimentare nel cuore della società capitalistica rapporti sociali e di potere che anticipino i tratti essenziali della società futura. Democrazia dei produttori e transizione molecolare, oltre gli schemi del gruppo dirigente del Pci.

Come può rinascere il marxismo occidentale

In un libro tradotto in molte lingue, Domenico Losurdo denunciava la scomunica inflitta dal marxismo occidentale a quello orientale. L’abbandono di ogni atteggiamento dottrinario e la disponibilità a misurarsi con il proprio tempo sono la condizione necessaria perché il marxismo possa rinascere in Occidente.

Disperate speranze

In uno scritto, dall’equivocato titolo “disperate speranze”, Mario Tronti torna sui fondamenti del suo pensiero diversamente critico. Per parlare dell’altro ieri e del dopodomani. Di “come abbattere i potenti”, di “come innalzare gli umili”. Ecco il politico. Un lungo estratto: lunghi, prepotenti, illuminanti, passaggi.

La globalizzazione non si arresta ma si trasforma

Fine della globalizzazione o sua metamorfosi? Se gli Usa, già prima di Trump, perseguono la strategia del decoupling dell’economia occidentale da quella cinese, la Cina, promuove una globalizzazione più inclusiva e governata da rinnovate istituzioni multilaterali.

Il benpensante, il giocatore e l’ayatollah

Niente migliora tutto peggiora, disse il benpensante. Tutto accelera, rispose il giocatore. Ma come, disse il benpensante, non vedi che non ci sono più nemmeno le guerre di una volta, le guerre legali, le guerre giuste. L’unica virtù è la vittoria per annientamento, rispose il giocatore. E se The Donald non vincesse?

Si rivede “Rinascita”

Goffredo Bettini ha acquisito la proprietà di Rinascita, la testata della storica rivista del Pci fondata nel 1944 da Palmiro Togliatti, e da lui diretta sino alla sua morte nel 1964. La crisi del Pci, la chiusura e oggi la temeraria impresa di farne un luogo egemonico di elaborazione politica e culturale del Pd e del “campo largo”.

Addio ad Habermas: l’ultimo fra i grandi del Novecento

Pensatore poliedrico, anti-retorico, ha denunciato la “regressione nella barbarie” ad opera del capitalismo tecnocratico. Una parte della sinistra non gli ha perdonato il suo disinteresse per il Sud globale e il sostegno alle guerre occidentali, fino all’imbarazzante silenzio su Gaza.

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