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cultura politica e costituzionale

IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

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IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

La posta in gioco

Intelligenza artificale. O del nulla eterno

Le religioni del potere sono immanentistiche. Il mondo è tutto qui. Per questo bisogna conquistarlo, dominarlo, sfruttarlo, fino a distruggerlo. L’immortalità deve essere qui. Non per gli umili, per i sofferenti. Per i ricchi, per i tecnocrati. Così, mentre le religioni diventano mondane, la scienza, la tecnica “sfondano” verso la trascendenza e l’artificialità prende il posto della spiritualità. L’immortalità non è più oltrepassamento della morte, è semplicemente non morire. Si può agire sul corpo, lo si può sostituire con un supporto fisico più adeguato trasferendovi la mente. La medicina della longevità, la bioingegneria. E l’IA.

Tecnofascismo senza maschera

Il “manifesto politico” di Palantir nelle parole di Tom Joad: guerra algoritmica, sorveglianza poliziesca, governo dei corpi indesiderati. Non basta difendere lo status quo. Il sapere collettivo, sedimentato in decenni di ricerca pubblica, deve essere indirizzato verso la soluzione di problemi che migliorino le condizioni di vita degli ultimi della società.

Perché gli USA sono obbligati a fare la guerra

Perché oppressi da un debito pubblico insostenibile in un contesto di crescente de-dollarizzazione. Le operazioni contro il Venezuela, l’Iran, la Nigeria e le minacce contro la Groenlandia servono a garantirsi il controllo delle risorse energetiche e contenere la Cina.

Neoliberalismo totalitario. Che fare?

L’errore peggiore è sottovalutare la capacità del neoliberalismo di penetrare nelle anime. Ma è un errore anche sopravvalutarne la forza. Il neoliberalismo è sfociato oggi in un regime di guerra permanente. Una versione securitaria e autoritaria: evidentemente contestata e contestabile.

Ma dov’è finito il pensiero critico?

Per Gaetano Azzariti l’afonia del pensiero critico non è la conseguenza inevitabile della fine delle “grandi narrazioni”. Ma il frutto di un rifiuto a fare i conti con il momento istituzionale. Sul banco degli imputati: l’operaismo di Mario Tronti, il pensiero della differenza, l’uso alternativo del diritto. Ne pubblichiamo un denso estratto.

Diversamente critico. La filosofia della praxis di Tronti

Contro il positivismo assoluto, oltre-Gramsci. Stare nella contingenza, liberi dalla contingenza. Collocarsi lontano da questo presente e dal mondo che stancamente si aggrappa ad esso. Ma per comprendere la cruciale importanza di Tronti per il pensiero critico occorre, innanzitutto, storicizzarne l’operaismo.

Trumpismo, malattia senile dell’americanismo?

Oltre gli stereotipi. L’Occidente non c’è più, la Nato è un cadavere vivente, non c’è più neanche l’Impero americano. Tra le tante implicazioni, una è evidente: l’Europa dovrà fare da sola. Non l’Unione: non ne ha la struttura. È tempo di pensare finalmente l’Europa come realtà politica.

Ossessione per il possesso, il neomercantilismo statunitense

Il ricorso ai dazi e l’azione militare in Venezuela hanno una dichiarata coloritura neomercantilistica. Anche in Groenlandia il motore dell’attivismo trumpiano è il controllo diretto di risorse naturali considerate strategiche. Una strategia di carattere apertamente vetero-colonialista.

Reagire a Trump. Un ponte tra Europa e Brics

In un mondo che pericolosamente torna alla logica delle “sfere d’influenza”, l’Europa dovrebbe intrecciare un dialogo costruttivo con i BRICS. Non tanto per adesione ideologica, quanto per una scelta di razionalità politica in favore di un multilateralismo trasformativo. La lezione di Lula.

Il declino sotto il tappeto

Perdenti di successo. Le destre al governo non convincono, eppure “vincono”. Perché un Paese stanco, in condizioni di diffusa precarietà e insicurezza, continua ad affidarsi a politiche che sono l’esatto contrario dell’interesse nazionale?

Lavoro ed economia. Stato sociale regressivo

La legge di bilancio del Governo è lo specchio di un modello di sviluppo stagnazionista, perfetto brodo di cultura per l’aumento delle diseguaglianze. Si scrive attenzione ai ceti medi, si legge Stato sociale regressivo.

Le riforme costituzionali. La retorica della stabilità

Una narrazione che strizza l’occhio ad una opinione pubblica sempre più stanca e disillusa in ordine alle virtù dei partiti “eredi” della “Prima repubblica”, l’ennesimo capitolo di uno strisciante processo di de-costituzionalizzazione.

The Donald, il fascista “democratico”

Il trumpismo è un sostituto funzionale del fascismo, una insidiosissima forma di fascismo democratico. Difficile da contrastare, forse più di quanto non lo siamo stati i fascismi storici. Prima lo capiremo, prima torneremo a fare Politica con La P maiuscola.

I dilemmi della potenza USA e dell’impotenza Ue

Se il bastone militare e tecnologico USA è riuscito a tenere in riga gli “euro-stupidi”, Trump ha incontrato maggiori difficoltà con le potenze emergenti, non solo dei Brics, che mettono a nudo i limiti strutturali dell’egemonia americana

Non solo dazi. Robin Hood alla rovescia

Il Tax bill di Trump altererà la vita americana già debole e impoverita rispetto agli standard delle altre nazioni avanzate. Ruba ai vecchi e agli emarginati, dona il bottino a miliardari e militari. Farà più malati i poveri, farà i ricchi ancora più ricchi.

Trump, visto da New York

Trump si propone di riportare a casa la manifattura industriale tramite dazi punitivi e bloccare l’immigrazione per favorire un incremento dei salari dei lavoratori americani. La decantata età dell’oro rischia di sfociare in un nuovo crash economico globale.

Trump, visto da Mosca

Il valore che Mosca attribuisce a Trump è più simbolico che concreto. Il suo populismo, il suo disimpegno dall’ordine multilaterale sono letti come segni di un declino strutturale e irreversibile dell’Occidente, da cui la Russia può trarre vantaggio sia all’interno che nel dialogo con i partner non-occidentali.

Trump, visto da Pechino

La Cina reagisce con savoir-faire alla guerra commerciale. Prova, anzi, ad approfittarne per presentarsi al mondo come l’alternativa al caos economico dei dazi e la garante di una globalizzazione maggiormente condivisa. È possibile un riavvicinamento con l’UE?

Occidente, nazione e identità

Le Nuove indicazioni curricolari sono permeate da una opzione nazionalista e occidentalista. Ma l’identità collettiva non è un dato predefinito, è un compito da affrontare nel rapporto con l’alterità. La storia da disciplina a storia di fatti e il facile scivolamento dal noi e loro al noi contro loro.

Valditara contro il resto del mondo

In un’epoca in cui l’Europa deve decidere qual è il suo posto, in cui USA, Russia e Cina definiscono i rispettivi spazi prescindendo da noi, insegnare che l’Occidente è il fine ultimo della storia non è fascista, non è antidemocratico, non è autoritario. È semplicemente idiota.

Secondo Costituzione: Ius scholae e referendum sulla cittadinanza

La scuola è la prima formazione sociale aperta a tutti. Un significato assente nei lavori della Commissione Perla e nella proposta sullo ius scholae. Il referendum per dimezzare i tempi per la cittadinanza contiene una prima e ragionevole risposta alla domanda di riconoscimento di chi già è parte del Paese.

Democrazia di guerra

Si può rispondere alla crisi delle relazioni euroatlantiche dotandosi di una forza militare propria senza disporre di un potere politico legittimato, di una politica fiscale, di una politica estera? Chi lo pensa, ignora la profondità di ciò che sta accadendo: una guerra di civiltà entro il campo occidentale.

La nuova bolla finanziaria del riarmo

Polizze, conti deposito, cartolarizzazioni, riduzioni fiscali. Il riarmo europeo finanzia ben poco l’Ue, anche perché oltre la metà si traduce in acquisti di armi prodotte negli Usa. La nuova economia violenterà il Welfare e coltiverà odi nazionalistici destinati a distruggere il senso di convivenza collettiva.

Aziende tecnologiche e politica, da Zuckerberg a Musk

Dietro il cambio di paradigma delle big tech c’è il declino Usa e l’ascesa della Cina. L’Unione europea sta facendo ciò che sa fare meglio, fuggire in avanti con operazioni di marketing. A partire dal Rearm Europe, simbolo dell’assenza di una politica di difesa europea.

Cos’è successo?

La Cdu-Csu è il primo partito, ma è un successo in agro-dolce, chiaramente sotto la soglia minima del 30%. Non sarà facile per l’Unione e per la Spd, anche in considerazione della permanente dipendenza della sicurezza tedesca dagli Usa. Che fine farà il “cordone sanitario?”.

I compiti immani del nuovo Cancelliere

La Germania ha reagito con un’altissima partecipazione al voto (84%) e una indicazione di stabilità. Il neomercantilismo tedesco è finito. Il triste epilogo di Scholz e i compiti del nuovo Cancelliere.

Scholz, il Cancelliere candidatosi alla sconfitta

La pagina della politica tedesca è ancora tutta da scrivere. Le incognite sono molte, le certezze pochissime. E, tuttavia, quella pagina sarà certamente nuova e non resterà bianca. Quattro considerazioni da Berlino di Enzo di Salvatore.

L’alba di un nuovo equilibrio globale

L’impero americano sarà l’ultimo della storia, ma Pechino non intende sostituirsi agli Usa quale dominus unipolare. La via cinese allo sviluppo – stabilità sociale, economia di mercato vigilata, controllo pubblico delle risorse – è un incubo per il capitalismo occidentale.

Quale Medio Oriente nel nuovo ordine mondiale

Ciò che è avvenuto in Medio Oriente negli ultimi 16 mesi potrebbe influenzare o alterare in modo significativo non solo il quadro geopolitico nella regione ma anche il processo di riassetto globale dei poteri e il progetto BRICS.

Verso un nuovo (dis)ordine?

Parafrasando Gramsci, il vecchio ordine è sempre più vacillante, mentre un nuovo ordine fatica a venire alla luce. Nell’intermezzo, si assiste a svariati fenomeni morbosi, tra cui la presidenza “Trusk”, che pur ispirata all’American First, potrebbe, invece, accelerare il tramonto dell’egemonia USA.

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