web magazine di
cultura politica e costituzionale

IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

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IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Numero 30 – Luglio 2025

Come uscire dalla crisi del neoliberalismo?

La ristrutturazione del sistema statale deve continuare in direzione di una maggiore concentrazione del potere nelle mani di una élite globalizzata, o la soluzione migliore è l’inserimento degli stati in un’architettura internazionale che rispetti la loro sovranità ? È la questione posta dall’ultimo libro di Wolfgang Streeck.

America di ieri, America di oggi (America di sempre?)

Una storia, non banale, della “democrazia americana”. Trump è meno ondivago di quanto appaia. Ha “semplicemente” preso atto che l’America non è più grande. Come finirà? Male, per l’America. A noi europei la scelta se correre verso un nuovo impero o se essere il pilastro di un nuovo ordine internazionale.

Il metodo Trump. La grammatica della violenza

Ripubblichiamo il contributo di Donato Caporalini (“Democrazia di guerra”) sulla guerra di civiltà che si è aperta nel campo occidentale. Con un post scriptum su come la grammatica della violenza sta cambiando le forme del conflitto. Il metodo Trump avrà successo solo con le semicolonie europee.

Lezione brasiliana, Trump non è l’imperatore del mondo

La contesa tra Stati Uniti e Brasile trascende le sorti processuali di Jair Bolsonaro. La vera posta in gioco è la difesa della sovranità nazionale e il crescente protagonismo dei Brics che osano sfidare l’esorbitante privilegio del dollaro. Una lezione di metodo anche per le stanche classi “dirigenti” dell’Unione europea.

The Donald, il fascista “democratico”

Il trumpismo è un sostituto funzionale del fascismo, una insidiosissima forma di fascismo democratico. Difficile da contrastare, forse più di quanto non lo siamo stati i fascismi storici. Prima lo capiremo, prima torneremo a fare Politica con La P maiuscola.

I dilemmi della potenza USA e dell’impotenza Ue

Se il bastone militare e tecnologico USA è riuscito a tenere in riga gli “euro-stupidi”, Trump ha incontrato maggiori difficoltà con le potenze emergenti, non solo dei Brics, che mettono a nudo i limiti strutturali dell’egemonia americana

Trump, dove vai. America, da dove vieni

Trump, quo vadis. America unde venis. Non si può capire dove va Trump senza capire da dove viene l’America. Il nostro approccio è agli antipodi della stanca litania dei cantori “questa non è la nostra America”. Quella che proviamo a raccontarvi in questo numero – con contributi editi e inediti- è l’America di ieri, di oggi e di domani. Tra cesure e continuità.

Non solo dazi. Robin Hood alla rovescia

Il Tax bill di Trump altererà la vita americana già debole e impoverita rispetto agli standard delle altre nazioni avanzate. Ruba ai vecchi e agli emarginati, dona il bottino a miliardari e militari. Farà più malati i poveri, farà i ricchi ancora più ricchi.

L’insostenibile leggerezza di von der Leyen. E compagnia

L’insostenibile leggerezza di una classe dirigente europea che non c’è ( anche perchè non c’è nei singoli Stati), o che persegue obiettivi politici contrari agli interessi europei e della democrazia.

Capitalismo crepuscolare. Fate presto

L’odierno “capitalismo crepuscolare” non è in grado di offrire lavoro dignitoso e benessere diffuso. Pubblichiamo un estratto del libro di Salvatore Bianco “Fate Presto. Emergenzialismo come fase estrema del neoliberismo” (Roma, Rogas, 2025).

Padroni del mondo e servitù volontaria

Cosa accomuna due autori come il filosofo della politica Mario Tronti e l’intellettuale keniota Ngugi wa Thiong’o? La convinzione che in questo allucinogeno ventunesimo secolo all’imposizione violenta della volontà dei più forti è subentrata la convinta sottomissione dei più deboli.

Trump boomerang, la ricetta impossibile

Dazi al 30% sulle merci UE, un danno anche per l’America. Per Trump il deficit commerciale è un’anomalia da eliminare. Ma l’entusiasmo per i 30 miliardi di dollari incassati dalle dogane a giugno è fuorviante. Il nodo rimosso: gli Usa spendono più di quanto risparmino. Verso un’America, a dispetto della retorica, meno grande?

C’era una volta in America l’impero della legge

La giudice della Corte Suprema americana Ketanji Jackson non ha bisogno di difensori. Ma dopo la critica della collega Amy Coney Barrett, è opportuno guardare da vicino i suoi ragionamenti.

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