IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

L’intervista. Con gli occhi della CGIL, parla Massimo Bussandri

Non siamo mai stati tifosi del reddito di cittadinanza, ma è innegabile che durante l'emergenza ha impedito lo scivolamento di tante famiglie nell’indigenza. I costi dell’attuale crisi energetica siano pagati dalle imprese che hanno fatto extra profitti.

Parlami dell’emergenza salariale…

Secondo l’Ocse l’Italia è l’unico Paese europeo che negli ultimi trent’anni ha registrato una regressione del salario medio annuale del 2,9%. Già prima del Covid eravamo il “Mezzogiorno d’Europa”. Pandemia e guerra hanno funzionato come acceleratori e moltiplicatori di disuguaglianze già in essere. In questo Paese, da ogni emergenza si esce ogni volta sempre più diseguali e questa è già in qualche modo la “spia” di una latitanza della sinistra nella sua funzione storica quantomeno “minima” di soggetto politico redistributore della ricchezza, latitanza con la quale facciamo i conti da almeno un ventennio: paradossalmente, oggi corriamo il rischio di una uscita politica completamente a “destra” proprio quando il lavoro e le fasce sociali più in difficoltà avrebbero un disperato bisogno di “sinistra”.

Naturalmente quello che si è venuto a determinare in termini di emergenza salariale chiama in causa anche il nostro ruolo di sindacato, ci interroga sul perché non siamo riusciti a fare redistribuzione mediante le politiche contrattuali, anch’esse da rivedere, e ci interroga su come siamo organizzati per fare contrattazione (una contrattazione, fra l’altro, che sempre più dovrà divenire acquisitiva). Certo, le condizioni di contesto non hanno aiutato: una deregolamentazione sempre più selvaggia del lavoro ha isolato i sindacati. Nello specifico, l’assenza di una legge sulla rappresentanza sindacale ha consentito la proliferazione di “contratti pirata” (al CNEL risultano depositati ben oltre 900 contratti, dei quali circa 2/3 sottoscritti da sindacati di comodo che non rappresentano niente e nessuno); una vera e propria giungla che favorisce il dumping contrattuale e salariale, creando una specie di bazar della contrattazione nel quale le imprese possono scegliere a menù e che nuoce gravemente al lavoro, schiacciando verso il basso le dinamiche retributive.

Massimo, pensi come me che gli squilibri sono tanti e tali che non è più possibile andare avanti con questa rigida suddivisione dei compiti tra Stato e Mercato, col primo rigorosamente “funzionale” al secondo, come pure tenne a rimarcare la Merkel poco prima di lasciare?

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