IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Scenari. (De)globalizzazione ed economia di guerra

La guerra in Ucraina ha accelerato processi già iniziati prima della pandemia: il decoupling tra occidente ed oriente, la dedolarizzazione e la sudditanza dell’UE nei confronti degli USA. L'ordine internazionale dopo Samarcanda.

Appare difficile e per molti versi prematuro cercare di individuare tutte le conseguenze della guerra in Ucraina; e questo sia perché alcune di esse si potranno individuare o precisare solo con il tempo, sia perché non appare certo ancora chiaro come lo stesso conflitto si svilupperà nei prossimi mesi.

Alcune tendenze sembrano comunque delinearsi chiaramente. Alcune di esse erano presenti in precedenza, ma hanno acquisito una rilevante spinta. Ci riferiamo in particolare alla recente crescita e consolidamento di un blocco di Stati intorno alla Shangai Cooperation Organisation (SCO), a quella parallela concernente i passi in avanti che sembra fare il processo di de-dollarizzazione del sistema monetario internazionale, a quella del possibile progressivo decoupling tra le economie Usa e cinese e infine a quella che eufemisticamente possiamo descrivere come un marcato avvicinamento politico dell’UE agli Stati Uniti, in forme che rasentano la sudditanza. C’è poi la crisi dell’energia e il rallentamento del pil a livello mondiale: l’ultima previsione dell’OCSE del 26 settembre 2022 è che esso crescerà nel 2023 del 2,2%, contro una stima di giugno che parlava del 2,8% (perché le cose non si mettano troppo male, in particolare per i paesi più poveri, si valuta che sarebbe necessario un tasso di aumento annuo di almeno il 4,0%).

La sudditanza dell’UE verso gli Usa

Uno sviluppo netto della guerra è stato il configurarsi di un rapporto di semi-sudditanza dell’UE verso gli Stati Uniti. Molto evidente per quanto riguarda le decisioni nei confronti della Russia, ma il processo sta purtroppo assumendo contorni inediti anche su altri fronti.

Ne vogliamo ricordare in particolare uno assai rilevante. Com’è sottolineato in un recente articolo apparso su Le Monde (Garnier, 2022), il 25 marzo 2022 l’attuale presidente della Commissione UE, la tedesca Ursula von der Leyen e il presidente Usa Joe Biden hanno raggiunto un nuovo accordo sul trasferimento dei dati (che rappresentano ormai la base dell’avvenire economico delle nazioni) tra i due continenti. Tale accordo manda, di fatto, in soffitta anni di sforzi per mettere in piedi una sovranità informatica europea. Le attuali leggi statunitensi permettono al governo di quel paese di controllare i dati in possesso delle imprese Usa in qualsiasi luogo essi siano stati generati. Di fronte al bisogno di rispondere alla mancanza di gas in seguito ai problemi sorti con la Russia, l’UE ha ceduto alle pressioni americane presenti da lungo tempo sul tema (si potrebbe anzi parlare di un vero e proprio ricatto) e i nostri dati potranno tranquillamente essere trasferiti oltre atlantico. Paradossalmente la realizzazione concreta delle promesse fatte in contropartita, quelle di essere inondati di gas statunitense, si presenta ora come irta di ostacoli.

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