IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Studiare il lavoro, oggi

Il progetto della Camera del lavoro di Milano prevede corsi di formazione, presentazioni di libri, incontri aperti al mondo della cultura. Per porre un argine all’egemonia della cultura neoliberista e ricostruire una soggettività autonoma, libera, solidale.

Studiare il lavoro dal punto di vista di un’organizzazione sindacale vuole dire dotarsi di cornici interpretative nuove e più adeguate al presente e di conoscenze e strumenti teorici per leggere le trasformazioni nell’organizzazione delle imprese e nel territorio.

Dare voce ad una identità sotto attacco

Per farlo è necessario interrogare i saperi più diversi: informazioni, concetti e categorie di analisi, in una chiave multidisciplinare, per comprendere meglio i processi economici, sociali, politici – nazionali e internazionali – in cui siamo immersi.

E ancora, costruire uno spazio di confronto e di elaborazione collettiva su cosa sia oggi il lavoro e su come rappresentarlo al meglio. Il “Lavoro quale soggetto politico, consapevole, nelle sue molteplici forme e articolazioni, nella consapevolezza che la missione storica del sindacato confederale è quella di comprendere come riconnettere le tante identità frammentate per ri-costruire una soggettività frantumata (un tempo l’avremmo chiamata identità di classe) che da anni è sotto attacco, e come darle voce.

Questi sono gli ambiziosi obiettivi del percorso formativo, intitolato a Lucio De Carlini [Lucio De Carlini (1940-1990) fu eletto Segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, nel 1972 a soli 32 anni. Si segnalò per essere attento alle trasformazioni del mondo del lavoro e alla cultura sindacale. A lui si deve la nascita dell’Archivio storico della Camera del Lavoro, che oggi si chiama Archivio del Lavoro. Per informazioni su De Carlini si veda www.biografiesindacali.it], organizzato dalla Camera del lavoro Metropolitana di Milano e rivolto ad una platea di dirigenti sindacali in crescita.

Con continuità, aprendosi alla città

Il percorso formativo si compone di 8 moduli e si struttura in un arco cronologico che va da febbraio e novembre e a cui partecipano una trentina di sindacalisti, provenienti dalle diverse Strutture della CGIL di Milano.

Il progetto, giunto alla sua quarta edizione, nasce dalla felice intuizione del compianto Riccardo Terzi che dieci anni fa, in qualità di Direttore dell’Ufficio Studi, ne progettò la prima edizione assieme all’Ufficio formazione confederale. Da allora, periodicamente la Camera del lavoro di Milano si impegna a dare continuità al progetto, aggiornando e innovando i contenuti, ampliando la platea di studiosi e docenti che collaborano e intervengono e da ultimo costruendo a latere del percorso delle occasioni di studio e di confronto rivolte ad un pubblico misto, interno ed esterno, per aprirsi alla città.

Un’offerta formativa permanente

La proposta formativa si colloca in due direttrici: la prima risiede nell’impianto della scuola di formazione sindacale della Camera del lavoro di Milano, tradizionalmente sensibile al tema, tanto da essersi dotata di un luogo formativo stabile, il Centro di cultura e formazione sindacale “Luciano Lama”, in grado di rispondere al fabbisogno formativo dei delegati e delle strutture sindacali, garantendo un’offerta formativa permanente. Un Centro confederale sempre in rapporto con il mondo delle Università e della formazione degli adulti.

La seconda direttrice è rappresentata dal complessivo progetto culturale che la CdLM ha elaborato per il 2024 e che è stato messo a punto dal Dipartimento cultura e ricerca di concerto con la Segreteria confederale.

Si tratta di un programma ad ampio spettro che si articola in corsi di formazione rivolti alla struttura sindacale, presentazioni di libri, incontri e approfondimenti aperti alla città con ospiti del mondo della cultura, del lavoro, delle istituzioni, per dialogare di Europa, economia e lavoro, trasformazioni degli assetti geopolitici, mutamenti sociali. L’ottica che ci muove è sempre il punto vista di chi rappresenta il “Lavoro”, ma l’obiettivo è quello di contribuire a rivitalizzare il dibattito pubblico e la partecipazione, aprendo spazi di confronto democratico.

 Temi e tempi del percorso formativo

La progettazione dei singoli moduli è concepita per temi/problemi che saranno sviluppati sia in senso storico-critico sia nella dimensione territoriale e geografica, per consentire di tratteggiarne la profondità nel tempo e nello spazio. Il corso si apre con un modulo di approfondimento storico: “Il lavoro lungo la linea del tempo”, che ripercorre la storia del lavoro e delle sue più recenti trasformazioni, includendo la storia del Sindacato confederale e della CGIL. Segue un modulo inedito, inserito per la prima volta in questa edizione, sul pensiero economico moderno, per dotarsi di alcuni elementi teorici indispensabili per leggere criticamente l’economia e il lavoro.

Il percorso si snoda poi con alcuni approfondimenti sui cambiamenti dell’organizzazione del lavoro e della produzione, nelle imprese e nei territori (Strumenti, organizzazioni e saperi e Territori e valori). Infine, viene affrontato analiticamente il tema delle disuguaglianze, approfondite dapprima in relazione alla democrazia economica, alla rappresentanza dei lavoratori e alla contrattazione; e successivamente in rapporto alle politiche pubbliche e ai cambiamenti del welfare. (Disuguaglianze e contrattazione collettiva; Disuguaglianze e welfare).

Il percorso si conclude con un seminario a più voci, dal titolo Rappresentanza e partecipazione che a partire dal rapporto tra partiti e sindacati analizzando e confrontando due casi, quello francese e quello statunitense, arriva a una riflessione più ampia sui tempi della rappresentanza sociale e politica e della partecipazione politica oggi, in Italia.

Ogni modulo è articolato in tre lezioni, finalizzate a inquadrare il tema e a fornire alcuni spunti teorici e altrettante chiavi di lettura. A ciascuna lezione segue uno spazio di confronto e di discussione coi partecipanti.

Un argine all’egemonia della cultura neoliberista

Alcune lezioni si svolgono in forma di laboratorio – con discussione di casi, lavori di gruppo e confronto con i docenti – e sono finalizzate a coinvolgere maggiormente i corsisti nell’approfondimento dei punti di contatto e delle ricadute del tema nel proprio lavoro politico-sindacale. L’intento è, infatti, quello di mettere a disposizione dei partecipanti non solo un percorso di conoscenza e riflessione critica, ma anche uno spazio per rafforzare la propria capacità progettuale e di intervento nell’agire sindacale.

La ricostruzione di una soggettività del lavoro, autonoma, libera, solidale, da contrapporre all’egemonia della cultura neoliberista oggi imperante parte necessariamente dalla possibilità di darsi degli spazi di pensiero, di confronto aperto e di elaborazione collettiva. Un pensiero nutrito da robuste cornici teoriche, intrecciate alla riflessione sul lavoro sindacale e contrattuale che svolgiamo nei posti di lavoro e nel territorio. Nella consapevolezza che siamo di fronte a problemi grandi e complessi, per i quali non ci sono risposte preconfezionate: pensiamo che le risposte vadano cercate e costruite insieme, anche a partire da occasioni come queste in cui la CGIL prova ad aprirsi e fare rete con altri soggetti, ad interrogarsi e soprattutto a guardare al futuro

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