IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Allo stesso tempo

Leggiamo regolarmente, con attenzione, Le Grand Continent. La nostra distanza politica e intellettuale dalla autorevole rivista non ha bisogno di essere sottolineata. Ma si impara sempre qualcosa di quello che passa nella testa di una parte dell’establishment unionista. Il 15 giugno di quest’anno palpabile è anche il suo smarrimento non solo politico ma anche emotivo. Come testimonia questa Lettera della domenica, dall’emblematico titolo Le goût de la dissolution, di cui abbiamo tradotto alcuni passaggi. Una Lama che avremmo voluto, con qualche sensibile differenza, scrivere noi. Ma poco importa, per questa volta.

«Siamo a Parigi, a pochi passi dalla sede della Rivista. L’estate sta per cominciare, turisti americani, euforia di giugno. Desideri che la sera scenda. Eccola.

È l’una e quarantacinque del mattino. Bardella ha appena vinto con il 31,4% le elezioni europee. Sono cinque. Colpiscono. Sono agitati. Insultano, urlano, picchiano

Hanno bastoni, cinture. Gridano a un passante: pederasta, frocio, sodomita.

Siamo a Parigi, in una stazione di polizia nel sesto arrondissement. Gli si chiede: perché? Dichiarano con orgoglio di appartenere al Groupe union défense, GUD.

L’Assemblea nazionale è appena stata sciolta: “tra tre settimane potremo picchiare i froci quanto vogliamo”. Almeno due di loro sono figli o nipoti di ex dirigenti del Fronte Nazionale.

Allo stesso tempo siamo in Italia, al Sud. Giorgia Meloni riceve da sinistra a destra, Charles Michel, Olaf Scholz, Justin Trudeau, Emmanuel Macron, Joe Biden, Rishi Sunak, Ursula von der Leyen. È raggiante: ha appena vinto le elezioni, dopo due anni di governo durante i quali l’Italia sembra finalmente aver ritrovato una forma di stabilità.

Il sole è bellissimo in questa calda serata pugliese. Allo stesso tempo, un concerto rock. La nuova sede di un partito. Nell’aria, una miscela di odore di gesso e di vernice fresca. Tag, a tarda notte, telecamere di bordo.

Gli uomini gridano: Duce, duce, duce; Sieg Heil; Siamo fascisti.

La festa non è finita. Passano diversi deputati del partito di Meloni. Un eurodeputato a Lei vicino, con un ampio sorriso, saluta i partecipanti scuotendo gli avambracci, come a Roma nel primo secolo a.C. Come a Roma, negli anni Venti del Novecento. È una gioventù organizzata: ha le sue strutture, le sue pubblicazioni, le sue gerarchie».

Tra mezze verità e falsa coscienza il “gusto della dissoluzione” continua anche tra i redattori de Le Grand Continent. Allo stesso tempo. Adieu Monsieur Le President?

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