L’Unione europea, in tema di energia, ha compiuto una serie di errori molto gravi. Non è difficile elencarne alcuni e individuare qualche conseguenza evidente di una simile sequenza di disastri. In primo luogo, ha costruito negli anni una dipendenza enorme, fatte salve alcune rare eccezioni, dalle forniture russe; in pratica una vera e propria dipendenza molto difficile da alleviare in tempi brevi. Ha consentito poi una pressoché completa finanziarizzazione dell’energia, in particolare scegliendo l’hub di Amsterdam come mercato di riferimento; un “mercato” piccolo, dove sono scambiati pochi volumi reali, e fortemente speculativo perché popolano quasi interamente da soggetti finanziari. In tale ottica ha permesso, riprendendo normative internazionali, l’ingresso negli hub energetici di soggetti che non avevano nulla a che vedere con la produzione e la vendita di energia. Ha agganciato, inoltre, il prezzo di tutte le fonti energetiche a quello del gas e ha privilegiato gli acquisti giornalieri rispetto ai contratti di lungo periodo. Infine, ha individuato nel gas la pressoché unica fonte energetica “fossile” nel processo di transizione ecologica, favorendo così la speculazione sul suo prezzo. La prima conseguenza di tutto ciò è data dal fatto che il prezzo dell’energia è attualmente in Europa è nove volte più alto rispetto a quello negli Stati Uniti. Il secondo effetto è costituito dal rischio reale di una fuga delle imprese dai paesi dell’Unione in direzione di aree dove l’energia costa meno, con una feroce ripresa delle delocalizzazioni. Per molte produzioni, ormai, l’energia rappresenta il 70/80 per cento dei costi, costituendo un dato insostenibile. La terza ricaduta degli errori in tema di energia è rintracciabile nell’indebolimento dell’euro che aggrava l’inflazione. Data l’impennata dei costi dell’energia, non agevola neppure le esportazioni europee. La moneta unica oscilla sotto la parità con il dollaro. In altre parole, dopo vent’anni un euro vale meno di un dollaro.
[A. Volpi, Crisi energetica. Le ragioni di un’emergenza, La Vela, 2022, pp. 18-19]




