web magazine di
cultura politica e costituzionale

IDEATO E DIRETTO
DA ANTONIO CANTARO
E FEDERICO LOSURDO

web magazine di cultura politica e costituzionale

IDEATO E DIRETTO DA ANTONIO CANTARO E FEDERICO LOSURDO

Il disorientamento dell’insegnamento

Sempre meno attento ai suoi veri scopi, orfano di una «cultura dell’universale», l’insegnamento perde terreno rispetto ad altri mezzi che forniscono informazioni più rapidamente. Ma, come ricorda Alain Badiou, «il cellulare sa tutto, e quindi non conosce niente».

«(…) passo subito alla mia diagnosi: dinnanzi a un’informazione onnipresente su una sfilza di social, incoraggiando una passività totale, se non una ferrea ignoranza (un apparecchio portatile “risponde” al mio posto a ogni domanda che mi pongo o mi pone qualcuno), l’apparato docente (…) non fa nulla per consentire ai giovani, nel loro insieme, di imparare che cosa significhi pensare, conoscere e argomentare (…)». 

«È evidente che, se viene da una macchina esterna, la risposta a una domanda non fa che trasmettere questo o quello stato dominante tra le risposte possibili, senza darmi alcuna indicazione su come si passi dall’ignoranza al sapere. Ora, lo scopo di un vero insegnamento, a partire almeno da Platone, non è affatto collezionare risposte esterne, ma sapere come si passi, personalmente e con i propri mezzi, dall’ignoranza alla conoscenza (…)».

«Il cellulare sa tutto, e quindi non conosce niente. Oggi l’insegnamento deve incominciare col bandire radicalmente questo genere di falso sapere, fatto di opinioni non verificabili, e tornare con più convinzione che mai ai saperi problematici, quelli con cui bisogna entrare in familiarità imparando a tracciarsi da sé il cammino della conoscenza (…)».

«Una qualche forma di saggezza aveva fatto ritenere essenziali, e in qualche modo reali, due discipline in apparenza contrastanti: la matematica e la letteratura. Allora imparare significava che cosa volesse dire leggere un romanzo o un saggio o una tragedia o una poesia, l’unica cosa cioè che rende vera la sottile infinità dell’esistenza umana. E imparare che cosa sia un ragionamento logico, il solo che consenta di superare la difficoltà di una situazione problematica e trarre una vivida luce da dati che, nell’enunciato del problema, sono pressoché opachi».

«In entrambi i casi il professore è la guida di un viaggio del pensiero, ed è questa la definizione ideale del suo lavoro: mostrare come si passi dall’ignoranza al sapere, e non per cumulo di opinioni correnti, bensì con la scoperta di una capacità personale, disponibile in ciascuno, in grado di selezionare, nel costante profluvio di informazioni informi, solo quello che serve a illuminare il complesso cammino al termine del quale si può parlare di una verità (…)».

«(…) oggi, però, l’insegnamento fa atto di sottomissione, piegandosi sotto il duplice segno di un mondo capitalista organizzato nella sola ottica di un profitto e di una tecnologia portatrice di un arsenale infinito di opinioni disparate, che non si preoccupa minimamente della differenza tra vero e falso e anora meno di quella che separa l’universale dal particolare (…)».

«Stando così le cose, l’insegnamento, nonostante gli eroici sforzi di tanti insegnanti, finisce per essere nient’altro che una specie di asili infantile provvisorio al termine del quale si abbandonano i giovani alla babele delle opinioni e delle false apparenze, come unica bussola non altro che l’imperativo di cavarsi dai guai in un modo o nell’altro, cellulare alla mano, infilati in situazioni sempre più inguaiate (…)».

[Alan Badiou, Osservazioni sul disorientamento del mondo, Vicenza, Neri Pozza, 2023, pp. 79-84].

image_pdfimage_print

Newsletter

Privacy 

Ultimi articoli pubblicati